Una sola interpretazione?

Racconta un tuo scatto, le scelte prese, l'inquadratura, il soggetto, la tecnica di sviluppo e la metodologia di stampa...

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Pacher
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Una sola interpretazione?

Messaggio da Pacher »

Sono di nuovo qui con una nuova scusa per mostrarvi un'altra foto.
Ieri sera stampavo qualche foto delle vacanze, quando mi son trovato fra le mani questa foto. Un paesaggio come ce ne sono migliaia, una foto banale insomma che all'inizio non avevo neanche considerato di stampare. Mi son detto che uno o due fogli in meno non mi manderebbero in rovina e ho cominciato a stamparla. Dopo due provini ho esposto il foglio al tempo trovato. Una volta sviluppato mi son detto che sarebbe interessante provare a lavorarci un po' per vedere come una foto banalissima possa cambiare con l'interpretazione. Oggi ripensandoci mi sono reso conto che le manipolazioni che ho fatto sono come dire sempre le solite. Un primo piano piu scuro, il cielo piu scuro in alto, una leggera vignettatura e una bruciatura qua e una là..e mi son detto, ma possibile che non esistano altri modi di lettura dell'immagine di quelli che ci sono stati insegnati senza scendere nell'esagerazione e nella volgarità? qualcuno potrebbe interpretarla in modi differenti senza appunto esagerare ma cambiando la chiave di lettura? è possibile? o secondo voi cambiando l'interpretazione classica si cade per forza in un'immagine meno "forte".
Vi allego le foto.
La prima è una foto esposta a un tempo non ottimale (era il primo provino intero) ma senza alcuna manipolazione.
La seconda è fatta con le mascherature e bruciature scritte sul foglio.
Allegati
paesaggio.jpg
paesaggio-3.jpg
paesaggio-2.jpg



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=Gibo=
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Re: Una sola interpretazione?

Messaggio da =Gibo= »

Intanto complimenti per il risultato ottenuto, mi piacerebbe un giorno essere bravo come te, ti invidio la tecnica di stampa. Per quanto mi riguarda l'interpretazione a livello di estetica dell'immagine non può prescindere dal senso che voglio attribuirle oltre che dal soggetto stesso, cerco sempre di utilizzare il linguaggio più adatto alla scena che voglio rappresentare.
Inoltre, per alcuni soggetti vedo solo una stampa possibile, ma mi rendo conto che dipende più che altro dalle mie poche competenze di stampatore. Tuttavia per ora e per me è più utile procedere in questo modo piuttosto che cercare diverse interpretazioni dello stesso negativo, finirei col perdermi. In futuro, acquisita maggior competenza tecnica e artistica, non escudo la possibilità di arrivare al tuo stesso quesito.
Quindi le mie scelte di stampa(fortemente limitate dal mio livello tecnico) non avvengono mai a posteriori, cerco di esporre sempre con l'idea di quello che vorrò restituire su carta. Difficilmente parto con un'idea e poi mi comporto diversamente in CO. Probabilmente dipende solo dai miei limiti.
Mi capita però delle volte di avere un negativo "sbagliato" nel senso di non aver centrato l'esposizione. Da questi errori in genere parto con sperimentazioni su carta, ma ahimè sono più che altro tentativi empirici, non scelte estetiche consapevoli, anche se mi è capitato proprio da negativi sballati e successivi esperimenti di aver tirato fuori delle fotografie per me piacevoli.
In ultimo penso che il genere fotografico specifico in cui ci si cimenti possa richiedere o meno differenti interpretazioni. Ombre molto chiuse ad esempio potrebbero essere un problema nel genere paesaggio in b/n, o nel ritratto, mentre nella street b/n potrebbero anche passare in secondo piano e permettere all'autore diverse possibilità estetiche-
Ciao Pacher, ora mi metto buono buonino all'ascolto di chi ne sa sull'argomento :D

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DanieleLucarelli
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Re: Una sola interpretazione?

Messaggio da DanieleLucarelli »

Non mi torna lo schema degli intervento con il risultato.

Supponiamo che la foto di partenza sia quella in alto: il prato diventa più chiaro per la maschera di 20 secondi ma il cielo non scurisce abbastanza per la bruciatura indicata

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Silverprint
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Re: Una sola interpretazione?

Messaggio da Silverprint »

Neanche a me. Penso che Pacher abbia ridotto l'esposizione di base rispetto alla stampa di lavoro.
Infatti poi ha bruciato gli alberi per ridargli densità.

Però... Andrea visto bruci gli scuri e schiarisci i prati, potevi stampare direttamente con un contrasto più alto, bruciando poi di più il cielo con contrasto più basso.

Io trovo che, a parte rifiniture più piccole, il prato grande sia un po' troppo chiaro. Lo sguardo si ferma li e non è tentato di andare oltre, insomma il senso di profondità risulta attenuato.
Andrea Calabresi, a.k.a. Silverprint
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Re: Una sola interpretazione?

Messaggio da LikeAPolaroid »

Rispondendo alla domanda iniziale: gli interventi estetici ed interpretativi per me vanno fatti sulla base di ciò che si visualizza e si intende poi rappresentare, ragionamenti da fare al momento dello scatto. Difficile plasmare una foto in qualcosa di diverso, se non ci sono le basi.

Perché hai fatto quegli interventi? Cosa volevi mostrare? Dove volevi arrivare?

Se li hai fatti per tentare di cambiare una "foto banale" in qualcosa di interessante, l'approccio è sbagliato. Se per te è banale e non ti trasmette niente, lascia stare. Ti puoi sforzare ed arrovellare su mille interpretazioni, ma la foto banale non può essere (nella stragrande maggioranza dei casi) trasformata in qualcosa che alla fine ti da soddisfazione.

(Anche io considero il prato troppo bianco e una calamita per gli occhi, che partono dal piede scuro e però si fermano a metà foto. Ma magari tu volevi proprio quello?)

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Pacher
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Re: Una sola interpretazione?

Messaggio da Pacher »

Grazie a tutti per gli interventi :)
Gibo non ho una tecnica di stampa particolare, anzi, bastano due palette e due cartoni bucati, con tempi di esposizione abbastanza lunghi. Ci si arriva senza tanto tecnicismo.
DanieleLucarelli ha scritto:Non mi torna lo schema degli intervento con il risultato.

Supponiamo che la foto di partenza sia quella in alto: il prato diventa più chiaro per la maschera di 20 secondi ma il cielo non scurisce abbastanza per la bruciatura indicata
Infatti.. scusa ma non ho precisato. è come dice silverprint il primo provino era di 13 secondi a f11, ho quindi chiuso di 2 stop e alla fine sono sceso a 35 secondi d'esposizione.
Silverprint ha scritto:Però... Andrea visto bruci gli scuri e schiarisci i prati, potevi stampare direttamente con un contrasto più alto, bruciando poi di più il cielo con contrasto più basso..
e qui cade l'asino...è la galerie grado 2 :)) immagino quando l'altro giorno impressionando si riferiva ai "lavori di fino" intendesse propio questo? :ymblushing:

A parte questo penso di non essermi spiegato bene ci rirpovo. La mia domanda era:
Possibile che nella maggior parte della fotografia di paesaggio ( ma penso la stessa domanda si possa applicare a qualsiasi tipo di fotografia) gli interventi per rendere un'immagine con piu impatto e piu interessante si debbano fare sempre i soliti interventi? Primo piano scuro, l'alto dell'immagine scuro, vignettatura sui lati, e possibilmente una serie di toni dal piu scuro al piu chiaro per guidare l'occhio all'interno della foto? C'è qualche fotografo a parte Giacomelli che ha stravolto il tutto ed è riuscito a creare una differente percezione senza stravolgere l'immagine come appunto il buon Mario?

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Re: Una sola interpretazione?

Messaggio da LikeAPolaroid »

Pacher ha scritto:Possibile che nella maggior parte della fotografia di paesaggio ( ma penso la stessa domanda si possa applicare a qualsiasi tipo di fotografia) gli interventi per rendere un'immagine con piu impatto e piu interessante si debbano fare sempre i soliti interventi? Primo piano scuro, l'alto dell'immagine scuro, vignettatura sui lati, e possibilmente una serie di toni dal piu scuro al piu chiaro per guidare l'occhio all'interno della foto?
No, non è così, e ripeto, dipende da quello che vuoi trasmettere con la foto. E' vero che ci sono canoni di estetica e meccanismi di percezione visiva consolidati nei secoli e millenni ma non possono rappresentare l'unica via. Un buon libro da leggere a riguardo è "Arte e percezione visiva" di Arnheim.

Però ci si può sbizzarrire, ad esempio con i viraggi o con interpretazioni diverse del contrasto.
Ti potrei mostrare un paio di mie foto ad esempio ma non voglio inquinare il tuo topic che riguarda la tua.

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Silverprint
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Re: Una sola interpretazione?

Messaggio da Silverprint »

Be'... se non si sceglie di interpretare per sottrazione di informazione, come Giacomelli, restano ancora mille variabili, ma sono sostanzialmente variazioni di contrasto e densità. Poi naturalmente si gioca con gli interventi locali, il tono, i viraggi, etc.

Come estremi potrei, per esempio, indicare un Jardin de Poussière di Bernad Plossù (ma c'è chi stampa ancora più morbido) e un tipico paesaggio di Eddie Ephraums.

Immagine
Eddie Ephraums

Immagine
Bernard Plossù

Ma mentre per andare sull'ultra morbido te la puoi ancora cavare con la carta a grado fisso, per giocare (bene) con i contrasti molto forti, senza MG, sei un po' nei guai.

Più di fino il lavoro è tra l'accoppiamento delle curve caratteristiche di carta e pellicola, ma sono sottigliezze che forse sul monitor non si vedono. In "Close Landscapes" per esempio ho cercato di unire una resa tendente al duro sui toni chiari e via, via più morbida verso gli scuri in un contesto di naturalezza percettiva, cioè cercando di non andare né verso un contrasto elevato, né l'opposto.
Andrea Calabresi, a.k.a. Silverprint
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Re: Una sola interpretazione?

Messaggio da ludovico »

Pacher ha scritto:...
A parte questo penso di non essermi spiegato bene ci rirpovo. La mia domanda era:
Possibile che nella maggior parte della fotografia di paesaggio ( ma penso la stessa domanda si possa applicare a qualsiasi tipo di fotografia) gli interventi per rendere un'immagine con piu impatto e piu interessante si debbano fare sempre i soliti interventi? Primo piano scuro, l'alto dell'immagine scuro, vignettatura sui lati, e possibilmente una serie di toni dal piu scuro al piu chiaro per guidare l'occhio all'interno della foto? C'è qualche fotografo a parte Giacomelli che ha stravolto il tutto ed è riuscito a creare una differente percezione senza stravolgere l'immagine come appunto il buon Mario?
Mi vengono in mente due paesaggi di Henri Cartier Bresson, l'Ile de la Cité e Brie, che non seguono le regole che hai citato e che sono magnifici, sarà che non era un paesaggista :D

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Re: Una sola interpretazione?

Messaggio da Pacher »

LikeAPolaroid ha scritto: Però ci si può sbizzarrire, ad esempio con i viraggi o con interpretazioni diverse del contrasto.
Ti potrei mostrare un paio di mie foto ad esempio ma non voglio inquinare il tuo topic che riguarda la tua.
Non è il mio topic è il topic di tutti! puoi postare tutte le foto che vuoi, noto di solito una certa timidezza a mostrare le proprie foto. Io non ho molti tabù, l'importante è che piacciano a me.

Non conoscevo ne Ephraums ne Plossu, grazie della segnalazione magari domani passo alla biblioteca delle belle arti e vedo se hanno qualche cosa. Ma è un po grigietta la sua foto no? Fortuna che è un'artista.. :))
Grazie anche a te Ludovico è propio quello che volevo vedere. Pero' se quelle stampe le avessi fatte io ( che non son nessuno) come sarebbero state criticate?
Qualcuno ha letto il libro consigliato da Likeapolaroid?

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