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Autocromia

Inviato: 11/04/2017, 19:53
da Fabio Pasquarella
Oggi sul sito del National Geographic Italia ho letto un articoletto sull'autocromia, nulla di che ma c'è una galleria di immagini interessanti da guardare. Se c'è una cosa che mi attrae sono proprio le foto antiche, quelle a cavallo del novecento o ancora prima. Ho sempre evitato di cadere nella trappola del collezionismo perchè so che non ne uscirei vivo e trasformerei casa in una specie di wunderkammer. Però mi sono dilettato in passato nella stampa con alcune di queste tecniche, dalla cianotipia di Mike Ware all'antotipia, gomma bicromata, etc. e ho raccolto nel tempo numerose pubblicazioni sul tema, alcune anche rare. L'autocromia è affascinante ma piuttosto complessa, non credo mi cimenterò mai, ma ci starei ore a guardarle specie quelle ambientate ovvero non da studio...Al di là della curiosità tecnica c'è un aspetto di assoluto fascino e rapimento nel fermarsi a guardare i particolari così verosimili che emergono da un tempo distante, le espressioni dei visi, i vestiti, i mobili...a qualcuno fa lo stesso effetto?


http://www.nationalgeographic.it/wallpa ... 3488404/1/

Re: Autocromia

Inviato: 11/04/2017, 20:19
da emigrante
Credo sia una sensazione simile a quella che ho provato al museo del cinema di Torino

Ciao
Mad o

Re: Autocromia

Inviato: 11/04/2017, 20:27
da -Sandro-
Molto, molto interessante, avevo già visto riproduzioni e letto articoli sull'autocromia.

Certo che la frase:
Ma la qualità "sognante" delle vecchie foto alla fecola di patate resta difficile da ottenere, persino con i migliori filtri Instagram


dà veramente il voltastomaco.

Re: Autocromia

Inviato: 11/04/2017, 20:53
da Fabio Pasquarella
-Sandro- ha scritto:Molto, molto interessante, avevo già visto riproduzioni e letto articoli sull'autocromia.

Certo che la frase:
Ma la qualità "sognante" delle vecchie foto alla fecola di patate resta difficile da ottenere, persino con i migliori filtri Instagram


dà veramente il voltastomaco.


sì è da censurare, ed è mortificante assistere a certe derive non solo lessicali ma anche fotografiche di questa prestigiosa rivista. Comunque credo che l'articolo sia ripreso da qui:

http://news.nationalgeographic.com/2015 ... e-culture/

in cui per fortuna non viene citato l'infelice parallelo con instagram e si possono tra l'altro visionare diverse bellissime autocromie.

Re: Autocromia

Inviato: 11/04/2017, 20:58
da Fabio Pasquarella
emigrante ha scritto:Credo sia una sensazione simile a quella che ho provato al museo del cinema di Torino


immagino, anche quella deve essere un'esperienza forte...a proposito di musei mi hai ricordato la visita al museo Alinari, nello specifico la sezione dedicata alla stereofotografia in cui si potevano ammirare antiche foto col visore...non volevo più uscire :D

Re: Autocromia

Inviato: 11/04/2017, 21:16
da emigrante
Anche a Torino hanno una sezione di stereoscopie, molto interessante.
Il museo Alimari sarà una mia metà obbligata no appena troverò il tempo di andare a Firenze.

Ciao
Madcp

Re: Autocromia

Inviato: 12/04/2017, 4:15
da emigrante
Anche a Torino hanno una sezione di stereoscopie, molto interessante.
Il museo Alimari sarà una mia metà obbligata no appena troverò il tempo di andare a Firenze.

Ciao
Madcp

Re: Autocromia

Inviato: 10/10/2018, 9:22
da Elmar Lang
Salve,

proprio qualche settimana fa, ho acquistato alcune diapositive realizzate col metodo "Autochrome Lumière": il soggetto, scorci e paesaggi dell'Alto Adige, realizzati da un fotografo dilettante sicuramente bravo, ma purtroppo non identificato.

Effettivamente, l'effetto -dal vero- è affascinante, per la gamma tonale, la ricchezza di dettaglio ed il colore, veramente realistico.

Tornano a mente le autocromie di Prokhudin Gorski, il nobiluomo russo che molto scattò tra la fine del XIX e gli inizi del XX Sec.

Re: Autocromia

Inviato: 27/10/2018, 15:09
da tonyrigo
Affascinante, come sempre, la storia della fotografia.

Questa tecnica è davvero poco nota, ma da risultati straordinari: eccezionale la resa dei colori nella foto della raccolta del grano!

Qui però balza all'occhio tantissimo la tridimensionalità.
In modo esagerato, direi, tanto da far pensare che - forse -si tratti di un fotomontaggio (doppia esposizione su 2 fotogrammi diversi, poi fusi in uno?), oppure di un ritocco a mano con matita (molto in voga in quegli anni, mio padre ne era un maestro).

Oggi si potrebbe fare con il Metodo Brenizer (o Bokehrama), ma il problema è che, salvo le persone, non mi pare ci sia nulla a fuoco, neppure in corrispondenza delle persone stesse...
Da qui io propendo di più per la correzione a matita od il fotomontaggio.

Anche perchè fare il Brenizer con l'autocromia credo sarebbe stato da incubo ...

Che ne dite?

Questa è la foto per capirsi (lo stesso link, già postato):

http://www.nationalgeographic.it/wallpa ... 4/1/#media

Re: Autocromia

Inviato: 27/10/2018, 15:27
da Elmar Lang
In effetti l'Autocromia secondo il metodo Lumière, dava risultati che ancor oggi possono apparire strabilianti. Questo, anche grazie al grande formato di queste diapositive.

Quelle cui ho fatto cenno nel mio precedente intervento, hanno una formidabile scala tonale ed un aspetto che, nonostante gli insulti del tempo, da alle immagini una vivezza quasi magica. Quasi tutte, ritraggono luoghi dell'Alto Adige cari a me ed alla famiglia di mia madre; luoghi che conosco bene e che, tempo permettendo, vorrei rifotografare, magari dallo stesso punto di vista dell'antico, ignoto maestro.