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La rivoluzione Industriale in Camera Oscura - Jobo CPE 2

Inviato: 08/01/2013, 22:17
da Acutanza Umbra
Salve Gente.
Sono molto contento della Sviluppatrice JOBO CPE 2 che ho preso nei primi di Dicembre ma che ho iniziato ad utilizzare due giorni fà.
Per Me la CPE 2 rappresenta 'na svolta come la macchina a vapore della fine del '700 (da quì il titolo del post!).
L'eliminazione di uno dei processi più "pallosi" ma sopratutto fonte inesauribile di errori (irreversibili) come lo sviluppo "a mano" è un toccasana per chi come me non ha continuità in C.O.
Inoltre non avendo acqua calda in C.O. con la JOBO riesco ad ottenere tutti i liquidi (anche l'acqua di lavaggio) alla stessa temperatura, ovvero ottengo la cosidetta "ripetibilità" che tanto ho cercato. Vedremo quest'estate la termostatazione, ma per ora (in inverno) non mi preoccupo.
Qualche domandina a chi la usa da più tempo di me è doverosa, ringrazio anticipatamente delle risposte.
Allora:
1 - Io ho utilizzato la velocità N.2 (quella più rapida) per il 4x5'. Se utilizzassi la N.1 (più lenta)cosa cambierebbe sulla resa?
2 - Anche per il lavaggio utilizzo la rotazione continua. 3 pieni per 5 minuti l'uno. In tutto 15 minuti di lavaggio. Possono essere sufficienti per 4 lastre 4x5'?
3 - Sul formato 135 (35mm) mi consigliate lo stesso la rotazione continua ( e quindi l'uso di questa macchina grandiosa) anche per pellicole ad alta sensibilità dove la grana potrebbe sfaldarsi troppo, oppure mi stò sbagliando? Qualcuno ci ha provato? Io ancora No per questo Ve lo chiedo!
4 - Il sistema di rotazione con i cinematismi in plastica mi sembra leggerino nonostante tutto sia Tedesco. Tanto è vero che ho visto che si trovano continuamente molti pezzi di ricambio. C'è qualche indicazione affichè non si faccia un uso scorretto? Il manuale a tal riguardo non riporta nulla.

A Tal proposito vorrei un'opinione pure su questa procedura.
Riempo la vasca tale che l'acqua tocchi appena la Tank. Dato che ci metto dentro oltre le 4 Bottiglie da 1L (Dev.Stop.Fix. e Acqua) anche un'altra da 1L piena di acqua per il lavaggio, può capitare che l'acqua all'interno della vasca arrivi al limite. In questo caso la Tank ha una spinta maggiore verso l'alto dovuta all'acqua, e quindi il perno del motore ha anche esso sicuramente una sollecitazione verso l'alto che potrebbe essere dannosa nonostante tutto il sistema con le calamite è molto saldo. E' giusto preoccuparmi o sono solo fisime mie? Allora Io mi chiedo come faccio a sapere quanti litri d'acqua ci vanno effettivamente. Non stà scritto da nessuna parte.
Ciao
ACU

Re: La rivoluzione Industriale in Camera Oscura

Inviato: 09/01/2013, 11:04
da fabriziog
Ciao, pure io uso la CPE2 per lo sviluppo di DIA ed anche di 35mm e 6X6.
Per lo sviluppo dei film io utilizzo la velocità 1. A dire il vero i primi sviluppi di DIA li ho fatti a velocità 2 e non ho visto differenze da dire azz...

Per la dimensione della grana, io non ho avuto problemi. Però io utilizzo l'accoppiata FP4+ con rilevatore BWTneg sia per il 35mm che per il 6X6.
Però posso immaginarmi che la "forza di agitazione" della soluzione dentro la tank, vista la rotazione lenta e la velocità costante, non crei tante turbolenze, per cui tanta "agitazione" come capovolgere la tank. Pura supposizione mia.

Hai trovato indicazioni precise sulle velocità da utilizzare? Io ho solo trovato info che indicavano il numero di giri, ma nella mia ho solo l'indicazione 1 e 2, e da nessuna parte sono riportati il numero di giri. Potrei provare a contarli però.... :-bd

Io il contenitore lo riempio fino a quando sfiora il magnete. Mettendo altra acqua la tank quasi "galleggia" e non è più parallela.

Re: La rivoluzione Industriale in Camera Oscura

Inviato: 09/01/2013, 11:39
da Silverprint
Ciao Acu!

La quantità d'acqua va regolata in modo che si formi "il velo" attorno alla tank in rotazione, senza mettere troppa da farla galleggiare, a occhio insomma. Indicazioni non ce ne sono perché varia a seconda di quanta roba infili a termostatare... sai che tabella complicata uscirebbe! :-o

Riguardo la grana direi che l'agitazione non influisce granché, se lo fa.

L'agitazione continua invece impone alcune variazioni al modo di ragionare riguardo le concentrazioni del rivelatore per quanto riguarda il controllo dell'andamento della spalla (o delle densità più elevate). Non potendo infatti variare l'agitazione (la variazione di velocità è marginale e riguarda più l'uniformità che non il contrasto) per controllare di fino le alte luci bisogna lavorare sulla concentrazione (e sul tempo) confidando nel fatto che la ridotta quantità di chimici usata in caso di diluizione aumentata produce una compensazione per "esaurimento".

Sono naturalmente controlli di fino da farsi in base ai risultati di stampa e da ottimizzarsi a seconda della carta e dell'ingranditore usato. Comunque...
Se ci si trovasse con contrasto adeguato: zona VII (sette) a posto, ma con eccessiva morbidezza (o scarsa modulazione) sulle zone più alte occorre aumentare un po' la concentrazione e ridurre il tempo. Se viceversa i toni più chiari risultassero un po' aggressivi bisogna aumentare la diluizione ed aumentare il tempo... la variazione di tempo serve a tenere costante il contrasto.

Spesso con le Jobo un breve pre-bagno (1' - 1'30") può rivelarsi necessario per ottenere perfetta uniformità di trattamento, dipende da cosa si usa (pellicola, rivelatore, tempi), ma meglio controllare che sia tutto a posto.

Per quanto riguarda il lavaggio secondo me 15' sono anche eccessivi e 10' bastano, invece fare solo tre cambi d'acqua non mi lascia molto tranquillo. Io porterei a cinque ricambi aumentando via, via il tempo. Il primo risciacquo può essere molto breve e si porta via il fix superficiale, ma mano a mano che si prosegue le concentrazioni di fix da portare via sono sempre più piccole e richiedono più tempo.

Re: La rivoluzione Industriale in Camera Oscura

Inviato: 09/01/2013, 11:46
da fabriziog
Io uso come tempo di partenza per lo sviluppo 15% in meno rispetto allo sviluppo manuale, senza jobo. Per ora non faccio i "controlli di fino" di cui parla Andrea, perchè tanto non miaccorgerei delle differenze. troppa poca esperienza :(
Nel bugiardino del kit tetenal per sviluppo di Dia parlano di riscaldamento e non di pre bagno. Io lo ho inteso come riscaldamento dela tank per portarla a temperatura, in modo che quando inserisco i chimici, non ci sia un abbassamento della temperatura di questi. Andrea, dici che invece è necessario un vero e proprio pre bagno???
Sempre nel bugiardino della tetenal parlano di un tempo di lavaggio di 2:30 min, con cambio acqua ogni 30 sec. tra le prime due fasi ed un tempo di 4 minuti prima dell'ultima fase. Anche in questo casoio cambio l'acqua ogni 30 secondi.

Re: La rivoluzione Industriale in Camera Oscura

Inviato: 09/01/2013, 12:04
da Silverprint
Il pre-bagno era per il BN, per le dia credo possa dar fastidio (ma non sono esperto).
Idem per le procedure di lavaggio.

:ymhug:

Re: La rivoluzione Industriale in Camera Oscura

Inviato: 09/01/2013, 12:09
da fabriziog
per cui per il b/n secondo te un paio di minutini di pre bagno sono da fare, come un lavaggio consistente di almeno 10 min cambiando almeno 5 volte l'acqua (cerco di riassumere le indicazioni :) )
grazie
ciao

Re: La rivoluzione Industriale in Camera Oscura

Inviato: 09/01/2013, 12:29
da Silverprint
No, non intendevo questo. Un breve pre-bagno non è sempre necessario, ma a volte si presentano mancanze di uniformità di trattamento. Succede più spesso con le lastre che non con i formati più piccoli. È una cosa da controllare caso per caso, qualche scatto con molto cielo e si capisce subito.

Per il lavaggio invece è quel che intendevo, 5 ricambi in 10 minuti +/-

Re: La rivoluzione Industriale in Camera Oscura

Inviato: 09/01/2013, 13:58
da luca_dega
maledetti....se mi compro anche questa, giuro che vi faccio causa.

Acu, ne avevamo già parlato:
jobo-cpe2-t1906-30.html

ma questo nuovo post è un perfetto compendio a quello precedente :D

Re: La rivoluzione Industriale in Camera Oscura

Inviato: 09/01/2013, 14:34
da fabriziog
Messaggio da Silverprint » oggi, 13:29
No, non intendevo questo. Un breve pre-bagno non è sempre necessario, ma a volte si presentano mancanze di uniformità di trattamento. Succede più spesso con le lastre che non con i formati più piccoli. È una cosa da controllare caso per caso, qualche scatto con molto cielo e si capisce subito.


Se io, come regola generale per standardizzare il processo di sviluppo del b/n sia 35mm che 6X6, faccio di standard un prelavaggio a temperatura corretta di due nimuti richio qualche cosa, oppure mal che vada o solo perso due minuti?

Grasssie

Re: La rivoluzione Industriale in Camera Oscura

Inviato: 09/01/2013, 15:04
da Silverprint
Per due minuti direi che il rischio è molto contenuto!

Con pre-lavaggi brevi si ha una leggera diminuzione del contrasto, ma si evitano eventuali problemi di mancanza uniformità. Pre-lavaggi lunghi invece possono produrre un leggero aumento di contrasto.

In generale io preferisco tenere il tempo bagnato totale sempre al minimo possibile, tempi bagnati lunghi possono produrre apprezzabili cali di nitidezza, quindi se non serve evito anche il pre-bagno (anche breve).