Rolleiflex 3,5 F lavori in corso.

Discussioni sugli accessori per il medio formato

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Rolleiflex 3,5 F lavori in corso.

Messaggioda pfcanon » 12/01/2018, 23:45

Salve, ho trovato la fotocamera in oggetto, usata, in vendita, e me ne sono innamorato in una maniera folle. L'ho pulita, ne ho ripristinato alcune parti estetiche in pelle mancanti e ora brilla, anche se con qualche ammaccatura. La macchina è operativa, tempi, diaframmi, focus, praticamente tutto, fortunatamente. Ha solo due problemi da risolvere. Il primo, il vetro di messa a fuoco, rotto e sostituito con una pellicola sintetica di Fresnel, effetto sfocato a prima vista, si riesce a mettere a fuoco, comunque, ma non è una gran bellezza. Il vetro si trova e installarlo è facile. Il secondo problema è l'esposimetro, ha il cupolino trasparente mancante e l'ago fermo, in tiro, all'estremità opposta alla tacca rossa. Se lo si sollecita con un polpastrello si muove, ma torna, scattando, a fine corsa. Potrebbe essersi bloccato, come ho letto in un altro post, penso ad un blocco meccanico, post urto, più che a una non ricettività della fotocellula, quella sembra pulita, almeno da fuori. Prima di comprare un blocco esposimetro nuovo, volevo un Vostro suggerimento riguardo ad un possibile sblocco e a come procedere per farlo, almeno per vedere se funziona il circuito. Non vorrei fare danni, tutto qui. Per il vetrino a cupola, se risolvo col suo, potrei cimentarmi a ricostruirne uno, ma non è un lavoro semplice, lo farei solo in esito positivo di funzionamento dell'esposimetro, naturalmente. C'è un altro problemino, la messa in posizione del mirino ripiegabile. si assesta su suoi perni ma le manine laterali fanno fatica a tenerlo, a volte si muove, forse un po' di gioco per il fatto che manca il vetro originale. Ogni consiglio sarà graditissimo. Grazie per il Vostro tempo, Paolo.



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Re: Rolleiflex 3,5 F lavori in corso.

Messaggioda graic » 13/01/2018, 9:47

Bloccato a finecorsa che ci ritorna quando lo sposti puzza di galvanometro completamente sballato. La "pulizia" della fotocellula non c'entra nulla col fatto che funzioni o no.


Saluti
Gianni


La situazione è grave ma non seria.

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Re: Rolleiflex 3,5 F lavori in corso.

Messaggioda pfcanon » 14/01/2018, 0:23

Ragazzi, risolto! Bastava leggere il manuale d'uso e ragionare un po'! Ho svitato l'esposimetro e ne ho osservato lo stato generale. Non avevo notato che si vedeva solo l'ago di collimazione, quello col tondo. L'ago esposimetrico, quello che, nella scala, appare come un trattino tanto è fino, era finito, incastrato e piegato, nella shell nera del blocco frontale dello strumento, dove sono le viti per sfilarlo. Ho tolto la shell e il barile in metallo che contiene la parte elettrica, in tal modo ho potuto riallineare l'ago del galvanometro con pazienza e con l'ausilio di una pinza per francobolli, priva di rigature e morbidissima sui beccucci. L'ago, tenerissimo, si è subito riallineato alla perfezione, ho allineato anche l'altro ago e ho settato quello del galvanometro, a bordo scala rossa, tramite la vite di taratura, che agisce sui magneti. L'ago con l'occhiolo rimaneva a fine corsa, in quanto è governato da una camma registrata, che viene mossa da una scanalatura posta alla base del fondello di accoppiamento della meccanica, posto alla base del pozzetto della sede del blocco esposimetro. Ho pulito i contatti elettrici, sia sull'esposimetro, che sulla macchina, ho settato la sensibilità su 12, i tempi su 1/500, i diaframmi su 22 e i filtri su 0, quindi, ho reinserito il blocco esposimetro, fissandolo con le viti. Risultato, tutto perfetto, l'esposimetro reagisce alla luce anche con macchina capovolta, il galvanometro si muove repentinamente al percepire una torcia elettrica, anche a distanza. Ora non rimane che autocostruire una cupola in acrilato e incollarla sulla shell, non è una passeggiata di salute, ma ho fatto di peggio nei miei anni di modellismo. Chiaramente andrò ad acquistare la lente di fresnel e dovrò anche cimentarmi sul fattore blocco mirino, ma siamo a buon punto via. Dopo, con pellicola on board, vedremo come questa Rolls Royce cammina. Farò un paragone di letture luce coadiuvandola con la Canon 5D Mk III sul campo, ma penso non ci saranno problemi. Queste macchine o vanno o non vanno. Ciò che mi lascia pensare, come sempre, è come, dopo tanti anni, questi capolavori di meccanica non ti lascino a piedi, è disarmante, bello e straordinariamente vero da constatare. Saluti, Paolo.



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Re: Rolleiflex 3,5 F lavori in corso.

Messaggioda -Sandro- » 14/01/2018, 9:10

Una nota di nomenclatura: l'ago con occhiello si chiama "collimatore", quello mobile "indice".



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Re: Rolleiflex 3,5 F lavori in corso.

Messaggioda Ivan » 14/01/2018, 11:08

Ho una Rolleiflex con Planar f/3,5 anche io e due annotazioni, l’esposimetro non è molto affidabile se non altro perché non è a batterie, ma con un sistema (perdonami ma un lapsus non mi fa ricordare il nome ora) che con il tempo tende ad esaurirsi e considerando l’età di questi gioielli......molto meglio un esposimetro esterno a mano anche perché non è certo una fotocamera per scattare in azione. Altra cosa le fotocamere digitali hanno esposimetri tarati sui loro sensori e sulle loro sensibilità reali (non quelle dichiarate spesso solo simili) quindi non è affatto detto che ti dia dei risultati affidabili (se ne è già parlato altrove) in sostanza ti consiglio vivamente l’acquisto di un esposimetro a mano per poche decine di euro che ti farà risparmiare molti euro di pellicola e sviluppi per risultati deludenti. Per il resto le Rolleiflex sono macchine eccezionali che quando si impara ad apprezzarle è difficile separarsene


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Re: Rolleiflex 3,5 F lavori in corso.

Messaggioda pfcanon » 14/01/2018, 13:28

Ringrazio Sandro per la precisazione, sapevo di essere stato casereccio :D . Per Ivan, avevo pensato anch'io al fatto del sensore legato all'esposimetro interno sulle digitali, era solo una prova su un rullino che volevo fare. L'esposimetro interno è un Gossen e, a dargli fiducia piena, dopo tanti anni, beh, non me la sentivo tanto neanche io. Non so se le cellule on board deperiscano nel tempo, ma ci potrebbe stare. Il fatto che non sia a batteria, alla fine, non so se sia un bene o un male, se consideri le Nikon F Photomic e il loro problema legato al voltaggio delle pile al mercurio, di 1,35V, contro quello delle compatibili al litio, di 1,5V, ci possiamo stare una giornata, chi ha messo dei componenti aggiuntivi sui Photomic, chi ha fatto delle tabelle empiriche di adattamento, chi metteva le pile degli apparecchi acustici, al mercurio, con un oring intorno e oggi non lo può fare più, perché sono scomparse anche quelle, Ti rendi conto di che bailamme ne è uscito fuori. E io in quel bailamme c'ero a pieno, in quanto, pur essendo uno sfegatato Canon, irrimediabile e perso per la vita, non avevo disdegnato l'acquisto della meravigliosa F2 DP3 Photomic con 2 SBC, Silicon Blue Diodes, al posto del Cds. Ero, comunque, interessato all'acquisto di un esposimetro a mano, non so, però, se acquistandolo usato, si vada incontro o meno allo stesso discorso di deperimento fatto per la macchina. Uno nuovo economico non saprei. Io sono rimasto ai Gossen Multisix e Mastersix, oppure ai Minolta Auto Meter IVF, quelli mi stuzzicano ancora. Trovai il IVF, usato, bello da morire, in Germania, a 250 e non lo comprai, oggi, ancora me ne pento. Vediamo se riesco a trovare un Mastersix come si deve, tanto su internet ormai si trova di tutto, nel frattempo, se avete dei suggerimenti per altri modelli, anche e soprattutto post Vostre prove sul campo, saranno graditissimi. Del resto mi servirà anche per altre macchine anziane, come la mia Voigtlander Superb, che è priva di esposimetro, non saranno affatto soldi buttati. Intanto proseguo col restauro, questa macchina mi ha conquistato del tutto, alle volte mi sazio anche solo a guardarla, tanto è bella :x . Saluti a tutti.



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Re: Rolleiflex 3,5 F lavori in corso.

Messaggioda Ivan » 14/01/2018, 15:47

Allora provo a risponderti sinteticamente, l'esposimetro della Rolleiflex è una cella di lettura della luce (al selenio e non rigenerabile),che genera una tensione proporzionale alla quantita' di luce misurata, per questo s consiglia di oscurare la cellula per preservarla e fare durare il Selenio più a lungo possibile, ma purtroppo se è esaurita non c'è più nulla da fare.

Per le vecchie macchine con pile da 1,35 volt un bravo fotoriparatore applica una piccola resistenza in maniera da assorbire la corrente in più e riportare la tensione a 1,35 volt che non solo può dare letture errate, ma anche rovinare il circuito esposimetrico a lungo andare con una tensione superiore a quella per il quale è stato progettato e realizzato.

Esposimetri a mano io ho due Seconik digitali (in particolare un L-408 ed un L-328) entrambi possono leggere luce incidente, riflessa e (con un aggiuntivo per il secondo) Spot con angolo di campo di 5 gradi. Entrambi usano una batteria a stilo da 1,5 Volt quindi facilmente reperibile in caso di esaurimento. Il costo usato si aggira sui 60/80 euro scarsi per il 328 e con altri 30/40 euro si trova anche l'aggiuntivo spot, quindi circa 100 euro totale per uno strumento estremamente versatile ed affidabile (il mio lo uso da oltre 20 anni), diverso il 408 che va dai 150 ai 200 euro, ma non necessita di aggiuntivi ed è anche tropicalizzato.
Poi per fare un rullo di prova invece dell'esposimetro della digitale scarica una delle tante App (alcune anche abbastanza affidabili) per Smartphone.

Per concludere il discorso esposimetri io in genere dico (parafrasando un vecchio spot sulla sicurezza stradale che recitava "l'auto anche d'epoca, ma le gomme no") che la macchina fotografica può essere vintage, ma l'esposimetro no, altrimenti sprechiamo tempo e soldi (rullini, sviluppi, ecc) per ottenere risultati del tutto insoddisfacenti.



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Re: Rolleiflex 3,5 F lavori in corso.

Messaggioda graic » 14/01/2018, 16:04

Sinceramente oggi come oggi funziona meglio un esposimetro al selenio, trovandolo efficiente (e se ne trovano) piuttosto che qualsiasi esposimetro al solfuro di cadmio previsto per usare batterie al mercurio. Come ho già spiegato in varie occasioni nessun riparatore può fare miracoli le batterie moderne non hanno assolutamente la STABILITÀ necessaria, non ci sono resistenze magiche, gli esposimetri moderni funzionano bene con le batterie alcaline perché hanno dei circuiti stabilizzati. Tutti i vari metodi usati, ritaratura, diodi in serie, pile zinco-aria, sono dei palliativi che ovviamente funzionano tutti ma solo grazie alla latitudine di posa delle pellicole. In ogni caso la precisione resta inferiore, per esempio, di un buon Sekonic Studio 398 al selenio o anche di un piccolo Ikophot
Ultima modifica di graic il 14/01/2018, 16:06, modificato 1 volta in totale.


Saluti
Gianni


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Re: Rolleiflex 3,5 F lavori in corso.

Messaggioda Ivan » 14/01/2018, 16:06

graic ha scritto:Sinceramente oggi come oggi funziona meglio un esposimetro al selenio, trovandolo efficiente (e se ne trovano) piuttosto che qualsiasi esposimetro al solfuro di cadmio previsto per usare batterie al mercurio. Come ho già spiegato in varie occasioni nessuno riparatore può fare miracoli le batterie moderne non hanno assolutamente la STABILITÀ necessaria, gli esposimetri moderni funzionano bene con le batterie alcaline perché hanno dei circuiti stabilizzati. Tutti i vari metodi usati, tiratura, diodi in serie, pile zinco-aria, sono dei palliativi che ovviamente funzionano tutti ma solo grazie alla latitudine di posa delle pellicole. In ogni caso la precisione resta inferiore, per esempio, di un buon Sekonic Studio 398 al selenio o anche di un piccolo Ikophot


Perfettamente d'accordo, si parlava solo per la praticità dell'esposimetro interno, una volta che c'è ....



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Re: Rolleiflex 3,5 F lavori in corso.

Messaggioda pfcanon » 14/01/2018, 16:43

Ciao Ivan e grazie per i suggerimenti sui Sekonik, li vado subito a vedere, per il discorso resistenze, non Ti rispondo, in quanto l'ha fatto egregiamente Graic, le resistenze, le pile zinco aria ed altro, sono sempre risultate anche a me dei palliativi, e Te lo dico in quanto ho avuto macchine con questa problematica, F Apollo black, ad esempio, e lo scervellamento, mio e dei miei amici che le avevano anch'essi, è stato totale. Per la Rolleiflex, Hai ragione sul fatto della cellula delicata, se non ricordo male, facevano anche una copertura in plastica per proteggerla, che io non ho, naturalmente :(( , ancora va, ma può darsi che l'abbiano tenuta al buio, ...., meno male :)) , ciao.


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