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Agfa Silette

Inviato: 28/12/2017, 20:31
da colonial
Salve a tutti, ho letto su di un altro post, dell'Agfa Ambi Silette, la ho cercata su internet e pur non avendo l'animo del collezionista, me ne sono innamorato;
Ora, a parte quello che ho letto su internet cercavo pareri ed impressioni da qualche utente del forum che la possiede e la utilizza e magari, da parte di Nicola un po di storia.
Inoltre, siccome ho visto che di Ambi Silette ce ne e' una pletora, vorrei maggiori informazioni sul nome preciso del modello citato; riguardo agli obbiettivi sarei principalmete interessato al 35mm ed eventualmente al 90mm;
Un ultima cosa, esistono altri obiettivi compatibili con la sua baionetta?

Re: Agfa Silette

Inviato: 28/12/2017, 20:41
da graic
Che dire sulla Ambi Silette, una rangefinder ben costruita e con un peso rassicurante in mano, un ottimo mirino con le cornici per 35/50/90 che si palesano al momento della necessità tramite un comendo a cursore. Telemetro molto preciso e otturatore centrale syncro compur. Il miglior esposimetro che possa esistere cioè quello estrno di buobna qualità che ti porterai dietro, io ho le tre ottivche più comuni 35/4.5 color Ambion 50/2.8 Color Solinar e 90/4 color Telinear, ne esiste anche uno da 130mm ma non l'ho mai visto, sulla baionetta specifica io, come ho scritto sopra ritengo sia la migliore mai costruita perchè l'innesto avviene senza bisogno di far collimare alcunchè, si appoggia l'obiettivo sull'innesto e si gira verso destra tutto qua.
I modelli costruiti sono due ma differiscono per pochi particolari poco rilevanti (la realizzazione delle cornici sul mirino/telemetro)

Re: Agfa Silette

Inviato: 28/12/2017, 20:43
da graic
Se non si desidera l'ottica intercambiabile sono da consigliare anche le varie versioni della rangefinder Super Silette, a me piace la folding che chiusa entra in tasca senza difficoltà.

Re: Agfa Silette

Inviato: 28/12/2017, 21:11
da vngncl61 II°
graic ha scritto: sulla baionetta specifica io, come ho scritto sopra ritengo sia la migliore mai costruita perchè l'innesto avviene senza bisogno di far collimare alcunchè, si appoggia l'obiettivo sull'innesto e si gira verso destra tutto qua.


Oddio, se parliamo di telemetro posso pure concordare, ma su una reflex una cosa simile è possibile solo rinunciando a qualsiasi agevolazione, diaframma automatico compreso, e comunque pure le ottiche della ambi silette un verso d'innesto ce l'hanno, almeno se vuoi avere l'indicazione delle distanze e dei diaframmi facilmente visibili.
Per il resto, so poco di tali fotocamere, ne ho avuta qualcuna tra le mani, penso delle ultime serie, aveva l'otturatore con i tempi in progressione geometrica, una buona fotocamera, con tutti i limiti delle telemetro, più quelli dovuti ad un otturatore di tipo centrale sul corpo.

Re: Agfa Silette

Inviato: 29/12/2017, 7:25
da graic
vngncl61 II° ha scritto:Oddio, se parliamo di telemetro posso pure concordare, ma su una reflex una cosa simile è possibile solo rinunciando a qualsiasi agevolazione, diaframma automatico compreso, e comunque pure le ottiche della ambi silette un verso d'innesto ce l'hanno, almeno se vuoi avere l'indicazione delle distanze e dei diaframmi facilmente visibili.

Ovvio che il verso ce l'hanno. Forse non sono stato compreso, quello che intendevo è che non bisogna fare attenzione all'orientamento nell'atto di appoggiare l'ottica sul corpo, poi ruoti e la posizione giusta (che è una sola) la trova da sè. Ovvio anche che la cosa si poteva fare solo su una telemetro e che l'otturatore centrale, che da una parte è il suo pregio dall'altra il suo limite, vista le limitate ottiche che si possono montare. Però confrontando l'innesto con il complesso Deckel che montavano alcune della concorrenza, o addirittura con le ottiche "scomponibili" di Kodak e Zeiss Ikon non si può che ammettere che Agfa qualche marcia in più ce l'aveva.

Re: Agfa Silette

Inviato: 29/12/2017, 10:18
da Tomash
Mi piacerebbe sapere perché è stata prodotta per soli 4 anni, dal 1957 al 1961.
Non deve avere avuto un grande successo, forse era troppo costosa ?
E perché, il 90mm deve avere una MAF minima di 1,8m e adderittura il 130 di 3m?
E' un difetto comune a tutte le macchine di allora che avevano quel tipo di otturatore, Bessamatic compresa.

Re: Agfa Silette

Inviato: 29/12/2017, 12:06
da user20190605
graic ha scritto:Che dire sulla Ambi Silette, una rangefinder ben costruita e con un peso rassicurante in mano, un ottimo mirino con le cornici per 35/50/90 che si palesano al momento della necessità tramite un comendo a cursore. Telemetro molto preciso e otturatore centrale syncro compur.


Il coperchio sul mirino, secondo me, fu ideato anche per ridurre i riflessi; ipotizzando un turista tedesco in visita ai luoghi del sud, pieni di sole. Lo trovo utile anche contro sporcizia e consuete macchie dalle impronte delle dita.

Il difetto dell'otturatore centrale, posizionato nel corpo macchina, con lamelle non molto sottili, dava una lanosità all'immagine; ed è il difetto non dell'Agfa, ma del concetto di quel tunnel che ostruiva il passaggio naturale dei raggi di luce.

Re: Agfa Silette

Inviato: 29/12/2017, 13:45
da luciano.xxk
Scordisk ha scritto:
Il difetto dell'otturatore centrale, posizionato nel corpo macchina, con lamelle non molto sottili, dava una lanosità all'immagine; ed è il difetto non dell'Agfa, ma del concetto di quel tunnel che ostruiva il passaggio naturale dei raggi di luce.


Dopo oltre 40 anni di foto è la prima volta che sento parlare di lanosità: sono davvero incuriosito, ti puoi spiegare meglio?
E' un altro modo di chiamare la diffrazione?
(La domanda, giuro, non è ironica).
Grazie in anticipo

Re: Agfa Silette

Inviato: 29/12/2017, 16:51
da user20190605
luciano.xxk ha scritto:
Scordisk ha scritto:
Il difetto dell'otturatore centrale, posizionato nel corpo macchina, con lamelle non molto sottili, dava una lanosità all'immagine; ed è il difetto non dell'Agfa, ma del concetto di quel tunnel che ostruiva il passaggio naturale dei raggi di luce.


Dopo oltre 40 anni di foto è la prima volta che sento parlare di lanosità: sono davvero incuriosito, ti puoi spiegare meglio?
E' un altro modo di chiamare la diffrazione?
(La domanda, giuro, non è ironica).
Grazie in anticipo


OK, mi correggo parzialmente, e mi spiego meglio:
- "Difetto" dell'otturatore non lo è, ma è la sua progettazione nel tunnel esterno, sul corpo macchina, che non è ideale come soluzione.
- Lanosità, obiettivo lanoso, è una mia traduzione dell'aggettivo che usano gli anglosassoni per le ottiche "wooly": si applica agli obiettivi che danno immagini velate. Tipicamente era presente sugli obiettivi commerciali, quelli non di prima installazione, dove lo schema ottico era perfetto, ma le lenti perfette non lo erano, dato il segmento dei clienti. Le immagini si presentavano uniformi, con molti dettagli, ma non ben definiti. Un obiettivo "lanoso" o "wooly" era inoltre mio Pentacon Tessar 2,8/50 degli primi anni '70, ma i miei Jena Tessar sulla Werra degli anni '50 e sull'Exakta del metà degli anni '60, non erano tali, ma davano massimo di se dal proprio schema e dalla qualità.

Tornando sulle ottime Agfi Ambi Silette, accetto che la descrizione "lanosità, lanoso" non la avrei dovuto applicare, ma qualcosa di simile, sì, sempre causato dal posizionamento dell'otturatore. Forse "diffrazione" causata dal fattore esterno. Grazie per lo sforzo di intuizione. E mi scuso per l'italiano, è una delle mie lingue, imparata però nell'età adulta.

Re: Agfa Silette

Inviato: 29/12/2017, 17:59
da graic
Esempio di immagine "lanosa"
Immagine