Pagina 1 di 1

La Pentacon Super

Inviato: 21/04/2018, 11:42
da Elmar Lang
Salve,

dopo che se ne accennò tempo fa in una discussione ed avendo avuto modo di provare un esemplare in possesso di un conoscente, ho voluto cercare di approfondire al riguardo, cercando di reperire un esemplare.

La cosa si è dimostrata non facile, perché la Pentacon Super fu prodotta in un numero relativamente basso di esemplari, con la conseguenza di prezzi in "fascia alta".

Già quando fu presentata alla fiera di Lipsia, essa fu proposta a circa 3.000,- M (Est), cifra inarrivabile ai più nella DDR, anche a chi fosse stato in una posizione di potere nella "Nomenklatura".

Una Pentacon Super fu usata con successo da Vladimir Shatalov nella missione Soyuz-4.

Con un po' di impegno, ho valutato varie proposte o offerte, online e non; in un caso, anche affrontando un viaggio fino a vicino Würzburg.

Purtroppo, sembra che questo apparecchio appaia sul mercato "solo corpo", privo cioè del suo punto di forza, il Carl Zeiss Jena Pancolar 55mm. f:1,4.

Finalmente, ai primi di Aprile un conoscente austriaco mi ha detto di averne comprata una, completa, funzionante, ma col solo esposimetro "morto". Prima che ci pensasse troppo su, gli ho chiesto se avesse poi anche già trovato la Contarex "Professional" che cercava da tempo, venendo a sapere che no, la cercava ancora. Ed allora gli ho fatto la "proposta indecente" del cambio, che (ne ero quasi certo) ha accettato subito.

Così, dopo un incontro tipo "ponte delle spie", ci siamo scambiati i due apparecchi.

Una volta a casa, e grazie ai consigli di uno dei titolari di un sito molto interessante: zeissikonveb.de, ho voluto esaminare la parte visibile del sistema esposimetrico: ho notato che i contatti tra pentaprisma e corpo macchina erano completamente ossidati, con una patina lucida e scura; idem all'interno del vano batteria. Ho provato allora a pulire i contatti con liquido disossidante e, messa una batteria nuova, l'esposimetro è tornato vivo e guizzante. Provato col cartoncino grigio 18%, fornisce dati pressoché identici a quelli del mio Profisix.

Venendo all'apparecchio in sè, esso è di dimensioni notevoli: questo, a quanto pare, per poter contenere il complicato otturatore a lamelle e tessuto gommato (!), progettato appositamente, oltre che per contenere la meccanica, che fu realizzata con materiali di qualità e con tolleranze ridotte al minimo.

Nel mirino si leggono i dati di tempi e diaframmi, riportati da ingegnosi periscopi, l'ago del galvanometro ed il segnale di otturatore scarico.

I tempi sono da 1/1000 ad 1sec. + B e, con un particolare meccanismo ad orologeria, i tempi lunghi vanno fino a 10 secondi. Il pulsante di scatto, frontalmente, come sulle altre Pentacon/Praktica; sotto di esso, il contapose additivo ed il selettore dei tempi e sensibilità, coassiale alla leva di carica.
Frontalmente, da un lato, il nome della fotocamera inciso a fresa e smaltato di nero; dall'altra, la presa per il cavo del flash; a lato del bocchettone portaottica, un selettore scorrevole X, F ed FP per i vari tipi di lampeggiatore.
Sul fondello, si notano la presa di forza del motore, il perno attraverso il quale avviene lo scatto azionato da esso, il pulsante di sblocco-pellicola per il riavvolgimento ed il pomello selettore dei tempi lunghi, con manopola di caricamento, pieghevole.
Il dorso è amovibile, per poter applicare il dorso per bobine di pellicola. I vetrini di messa a fuoco sono intercambiabili.

L'ottica Pancolar 55/1,4 è dotata di meccanismo per lettura della luce a tutta apertura, benché sia con attacco a vite 42x1. Sulla Pentacon Super era possibile montare anche le ottiche a vite "normali" eseguendo la lettura in stop down.

La macchina è rifinita in maniera eccellente, senza compromessi. Pesa circa 1.300 grammi ottica compresa. La Contarex-Super, messa a fianco, appare... più piccola!

Entrambe, furono accomunate da sfortuna commerciale, pur per diverse ragioni.