Vorrei capire

Discussioni sull'etica e sulla filosofia applicata alla fotografia

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NikMik
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Re: Vorrei capire

Messaggioda NikMik » 06/12/2016, 9:36

Perché non facciamo davvero due serie di stampe fatte così (una con obiettivi diversi ma stessi materiali e trattamenti, l'altra con stesso obiettivo ma materiali e trattamenti diversi) ?
Per chi attribuisce giusto, in palio prosciutti e buone bottiglie ! =))



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Pacher
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Re: Vorrei capire

Messaggioda Pacher » 06/12/2016, 10:53

Attento Nick, annusando e osservando il prosciutto ti posso dire come è stato allevato e cosa abbia mangiato il maiale :D



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Re: Vorrei capire

Messaggioda pollospiedo » 06/12/2016, 11:03

Spero che ci si rendi conto che da tante belle ed anche a tratti convincenti parole non si sia fatto seguito alcun fatto.
Ovvero che non si è aggiunto alcun dato o quota di obiettività incontrovertibile se non esperienze personali non dimostrabili (fatta eccezione per l'invito di Sandro che accetterei in primis per il limoncello!)... La tridimensionalità e l'ariosità come la plasticità restano per ora belle che teoriche... Ovvero fuffa...

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Re: Vorrei capire

Messaggioda fabriziog » 06/12/2016, 11:12

Dico la mia pure io, che di differenze tra obiettivi ne capisce poco o niente.

Una volta stampato il fotogramma, potenziali differenze possono venire appiattite proprio da processo di stampa con tutte le sue variabili.

Per cui per vedere le differenze tra obiettivi diversi ci si dovrebbe fermare al negativo, così da eliminare in toto le variabili di stampa. Ma anche qui a "livello di negativo" ci sono le variabili di sviluppo del negativo che possono produrre delle differenze. Per cui per vedere delle differenze, oltre a mantenere costanti tutte le variabili in fase di scatto, è necessario mantenere costanti anche tutte le variabili durante lo sviluppo del negativo. Questo è possibile, o meglio, più semplice da gestire.

Mettiamo pure che ce la facciamo a scattare e sviluppare il negativo mantenendo costanti tutte le variabili a parte l'obiettivo, ma cosa si ottiene? Un negativo con delle differenze. Quali possono essere queste differenze determinate dall'obiettivo e che non possono essere poi controllate/modificate in stampa, per cui differenze controllabili solo con l'obiettivo? Sicuramente lo sfocato, la caduta di luce ai bordi, vignettature, ecc. Riuscire a definire quali siano le caratteristiche dell'obiettivo che effettivamente influiscono sulla stampa, "al netto" di tutte le variabili di sviluppo negativo e stampa, sarebbe già un passo avanti. Almeno si parla di caratteristiche legate all'obiettivo e non alle altre fasi di lavoro.

Il test che ha fatto Sandro, è sicuramente interessante e una buona base di partenza, ma fatto solo in un'unica condizione, a meno che non sia stato fatto in diverse condizioni, di giorno, con sole, nuvole, contro luce, ecc., ma non mi sembra sia stato menzionato. Per questo non credo si possa ritenere completo. Che poi sia utile fare questi tipi di test, e se il risultato del test possa o meno cambiare le convizioni dei foto amatori è tutto da vedere...



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Re: Vorrei capire

Messaggioda graic » 06/12/2016, 11:46

A valle dell'intervanto di Sandro, sempre chiarificatore e chiarissimo, però devo dire che invece che confutare la mia osservazione di fatto la conferma. Se è vero che tra diverse esecuzioni dello stesso obiettivo (e magari tra diversi ESEMPLARI della stessa esecuzione) vi sono differenze che un occhio (sicuramente superaddestrato come il suo) può avvertire chiaramente allora le affermazioni che "ogni obiettivo di una certa marca" sia riconoscibile di per se, o che vi siano marche i cui obiettivi sono "indiscutibilmente meglio degli altri" sono dimostratamente prive di fondamento perche magari è "proprio quell'obiettivo li" che tu riconosci. In questo senso la contraddizione tra Pacher e Pierpaolo citata prima da Nicola trova la sua composizione perchè può essere che la rolleiflex dell'uno abbia un planar "migliore" di quella della sua Hasselblad, e per l'altro le situazioni siano esattamente invertite, con il che hanno ragione tutti e due.
Circa la discussione sulla scienza e non scienza, non vi vorrei annoiare con una disquisizione, ma va da se che ogni scienza SPERIMENTALE, com'è certamente quella di cui stiamo discutendo ha dei limiti sulle ipotesi che stanno alla base dei modelli che usa (la faccenda delle lenti sottili per l'ottica è solo un esempio) le differenze tra due oggetti che secondo un primo livello di conoscenza sono uguali possono sempre essere messe in evidenza con un livello di conoscenza più elevato (di ordine superiore) ma alla fine di questa operazione ci si ritrova con ulteriori differenze che necessiterebbero di un ulteriore approfondimento e così via.
Questa limitazione dello studio delle scienze sperimentali basate sui modelli è ben nota e ha dato spazio ad un nuovo approccio alla modellistica in cui invece di introdurre concetti sempre più "fondamentali" (analisi sempre più fine della fisica del fenomeno) il modello si basa sul "comportamento" del sistema. Nel caso in esame il concetto di plasticità puttosto che definirlo in termini fisici lo si definirebbe sulla base di cosa una popolazione di "osservatori" interpreta come tale guardando le immagini. Se poi il giudizio degli osservatori risente fortemente della presenza di un certo "bollino" sull'obiettivo che ha prodotto quell'immagine, beh allora abbiamo scherzato.


Saluti
Gianni


La situazione è grave ma non seria.

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Re: Vorrei capire

Messaggioda Silverprint » 06/12/2016, 11:58

Mi candido per coordinare e stampare prove fatte in condizioni d'uso varie e controllate.
Proporrei di verificare l'ottica più comune, il cinquantino o l'80 per MF

Pensate si possa organizzare?


Andrea Calabresi, a.k.a. Silverprint
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Messaggioda ammazzafotoni » 06/12/2016, 12:14

Silverprint ha scritto:Mi candido per coordinare e stampare prove fatte in condizioni d'uso varie e controllate.
Proporrei di verificare l'ottica più comune, il cinquantino o l'80 per MF

Pensate si possa organizzare?


Be, come?
Dettando criteri simili per pellicola, esposizione e sviluppo, spedendo poi i negativi?



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Re: Vorrei capire

Messaggioda fabriziog » 06/12/2016, 12:31

Mettiamo pure che ce la facciamo a scattare e sviluppare il negativo mantenendo costanti tutte le variabili a parte l'obiettivo, ma cosa si ottiene? Un negativo con delle differenze


Piccola aggiunta:
Anche se effettivamente, anzi, sicuramente, ci sono differenze a livello di negativo tra i vari obiettivi, uno cosa se ne fa? Ammira il negativo in controluce?
Comunque bisogna stamparlo, e qui entrano in gioco le variabili di stampa che vanno a modificare se non stravolgere le differenze.
Avrebbe forse più senso trovare dei parametri/differenze tra gli obiettivi che eventualmente possono "facilitare" la stampa (sempre se esistono)?



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Re: Vorrei capire

Messaggioda -Sandro- » 06/12/2016, 12:36

Interessa molto anche me, mi metto a disposizione per stampare il colore, sarà uno stimolo interessante.

Secondo me bisogna incontrarsi (e sarebbe un'ottima idea, tra l'altro) mettendosi d'accordo su un soggetto potenziale e fotografandolo ognuno con il suo esemplare, nelle stesse condizioni operative.
Credo che nessuno abbia mai fatto un lavoro del genere e sarebbe cosa da tramandare ai posteri, ed agli scettici.

isos1977 ha scritto:P.S.
una pura considerazione scientifica. Non so quanto il test di Sandro su 5 modelli di planar possa essere considerato attendibile. Sicuramente molto rigoroso l'approccio, ma temo che le variabili in gioco rimangano ancora troppe per poter dare al test un valore che non sia puramente empirico. Quel test è valido per valutare le caratteristiche di quei 5 obiettivi, ma non mi fiderei ad estendere quelle caratteristiche a tutti i modelli uguali.


Su questo sono perfettamente d'accordo, so molto bene che la variabilità di una produzione di serie genera esemplari variabili nelle prestazioni, pur di poco.
Però intanto il test, nei limiti della mia ignoranza l'ho fatto, e ne ho tratto delle conclusioni che mi hanno orientato sugli acquisti successivi.
Molta gente invece (per esempio il pappagallo) parla di cose che nemmeno conosce riempiendo i forum di stronzate apocalittiche.



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Re: Vorrei capire

Messaggioda vngncl61 II° » 06/12/2016, 12:39

isos1977 ha scritto: Quel test è valido per valutare le caratteristiche di quei 5 obiettivi, ma non mi fiderei ad estendere quelle caratteristiche a tutti i modelli uguali.



E il "diverso vedere" tra Pierpaolo ed Andrea, suffraga, ampiamente, tale affermazione.
Io non nego che, in determinate situazioni, alcune ottiche abbiano caratteristiche che possano esser ricondotte solo a loro, ma dubito che tali caratteristiche siano talmente "forti" da eliminare dalla catena la capacità del fotografo in ripresa, se io do la Leica ed summilux di Eros a mio figlio Matteo, e lo sguinzaglio a scattare, dai negativi già si capirà che sono del summilux?
Io ad f/8 non distinguo il triotar dal summilux.


Nicola


Meglio farlo, e poi pentirsi, che rimpiangere di non averlo fatto.



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