D-23 VS D-76

Discussioni sui chimici puri e formule di preparazione delle soluzioni di sviluppo/arresto/fissaggio ed altro.

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SamueleB
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Re: D-23 VS D-76

Messaggio da SamueleB »

chromemax ha scritto:
18/11/2023, 20:11
Il D23 e il D76 NON sono la stessa cosa, sulla rete possono aver scritto quello che vogliono, ma i fatti sono questi.
Che Anchel e Troop abbiano scritto che a 20°C l'idrochinone del D76 non partecipa direttamente come rivelatore non significa che nel D-76 l'idrochinone sia stato messo per errore e che in fondo i due sviluppi hanno una formulazione molto simile da farli apparire intercambiali; leggendo (studiando) testi un po' più approfonditi si può capire perché D-23 2 D-76 sono diversi e perché allo stesso tempo è valida l'affermazione di Anchel e Troop.
Che l'idrochinone non abbia una partecipazione attiva sul D-76 mi giunge nuova e mi incuriosisce.
Ho dato una rapida scorsa al libro The Darkroom Cookbook (terza edizione) ma non ho trovato alcun riferimento.

Puoi cortesemente dirmi su quali testi di Anchel e Troop si trova conferma di quanto asserisci?
Quali sono i "testi un po' più approfonditi" su cui trovare queste informazioni?

Grazie



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pn83
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Re: D-23 VS D-76

Messaggio da pn83 »

Io ho letto su "Le basi scientifiche della fotografia" (Walls-Attridge), che ho in noleggio da una biblioteca locale, che l'idrochinone semplicemente rigenera il metolo, che quindi è l'unico agente sviluppante "diretto". Insomma, è la stessa cosa che ha scritto @chromemax. Naturalmente NON sono un chimico.

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moscomicc
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Re: D-23 VS D-76

Messaggio da moscomicc »

pn83 ha scritto:
22/11/2023, 10:58
Io ho letto su "Le basi scientifiche della fotografia" (Walls-Attridge), che ho in noleggio da una biblioteca locale, che l'idrochinone semplicemente rigenera il metolo, che quindi è l'unico agente sviluppante "diretto". Insomma, è la stessa cosa che ha scritto @chromemax. Naturalmente NON sono un chimico.
Come sono terminate le prove?

Lo chiedo perché sono molto interessato ed anche io sto facendone proprio con i 2 rivelatori.

Però mi chiedevo una cosa... con quale esposimetro il buon A.A. effettuava le misurazioni "spot" se all'epoca, come si vede in alcune foto, usava un normalissimo esposimetro Weston Master II (http://www.westonmeter.org.uk/westontwo.html) ?
Allegati
light-exposure-meter-lm-83.jpg
Ansel_Adams_and_camera.jpg

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chromemax
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Re: D-23 VS D-76

Messaggio da chromemax »

Al di là del ritratto posato della foto, in cui è più importante il fattore scenico di quello analitico, che io sappia Ansel Adams ha usato sicuramente il SEI, il Soligor e il Pentax digital. Poi, come per tutti i maestri, vale sempre la regola "fate quello dico non quello che faccio" :))

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Re: D-23 VS D-76

Messaggio da mark88 »

moscomicc ha scritto:
27/01/2024, 0:30


Però mi chiedevo una cosa... con quale esposimetro il buon A.A. effettuava le misurazioni "spot" se all'epoca, come si vede in alcune foto, usava un normalissimo esposimetro Weston Master II (http://www.westonmeter.org.uk/westontwo.html) ?

Screenshot 2024-01-27 at 11-57-17 Ansel Adams The Camera.pdf.png
Ansel Adams, The Camera pag. 163 e seguenti

Ansel-Adams.1.png
Ansel-Adams.1.png (55.13 KiB) Visto 3677 volte

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Re: D-23 VS D-76

Messaggio da moscomicc »

mark88 ha scritto:
27/01/2024, 11:58

Ansel-Adams.1.png
Da anziano è passato al medio formato (pesava meno, probabilmente) e nel frattempo all'esposimetro spot Pentax analogico (versione II o III) intorno al 1964-66 come dal sito istituzionale Asahi Pentax. Ma prima? forse usava l'inglese SEI?

Ma io vorrei sapere come sono finiti i test, se effettuati, da "pn83"....
Allegati
Schermata 2024-01-27 alle 14.59.49.png
Schermata 2024-01-27 alle 14.56.34.png

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Valerio Ricciardi
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Re: D-23 VS D-76

Messaggio da Valerio Ricciardi »

Ho letto con molto interesse quasi tutti i post. Lasciamo stare Anselmo: usava pellicole del tempo - che se anche quando con lo stesso nome commerciale oggi sono ALTRO; alcune delle cose che rilevava non possono essere sempre riportabili alle emulsioni attuali.

Ho ricordi non recenti. Ultimi anni '80: sul seisei avevo la 330: minima focale il 55, non sempre sufficiente per lavoretti di rilievi architettonici (documentazione anche di stati di avanzamento di costruzioni un po' importanti, firmate, tipo villone ed edifici di qualche pretesa). Spesso in piena estate, massima attività dei grandi cantieri. Servivano veri grandangoli, quindi per forza anche il 35 mm, da spremere quanto possibile = sempre cavalletto, alzo specchio, 24, e - con anello 42/K - il Rikenon 17/4. Siccome in estate se non c'è foschia da afa ed è limpido... come luce son guai, alla fine: Kodak Panatomic X (chissà se qualcuno se la ricorda, attorno al '90 già non si trovava quasi più) da 32 ISO nominali, che esponevo in modo non avaro, 25 se non 20 ASA - anche qualche volta 16, senza esagerare; sviluppo D23 diluito 1+1.
EDIT: ho trovato in rete una foto che mostra l'aspetto delle ultime confezioni che usavo
Panatomic X.JPG
Impressioni:
1) la Panatomic X, era superiore alla Pan F in tutto, grana microcontrasto risolvenza, e aveva anche una scala tonale meno compressa (non estesa come l'Agfapan 25, eh?). La differenza si vedeva, non servivano foto di muri di mattoni fatte da nerd da rivista col Summicron.
2) Il D23 partendo da una pellicola molto brillante e nitida di suo + contrasto di luce alto era VERAMENTE molto compensatore, nel senso buono del termine, e alla fine in condizioni difficili davvero si riusciva a stampare ombre meno tappate - stando ovviamente attenti a non "bucare" le alte luci, ma solo sulle superfici che interessavano, il resto amen.

Andava ancora in voga, nelle realizzazioni di architetti di pretese, un modo di applicare l'intonaco esterno detto "Terranova", che veniva letteralmente spruzzato con un attrezzo strano a manovella sulla superficie da finire (@archirock lo ricorderà); la sua tessitura superficiale molto "rough" andava per forza resa, e siccome spesso altre campiture venivano rivestite a contrasto in lastre, o bollettonato molto geometrico, di travertino anche lì non potevi rendere un bianco piatto, si doveva intuire un minimo di trama della pietra. Il Terranova veniva poi spessissimo tinteggiato o tono (sul BN) grigio perla appena accennato, molto chiaro, o grigio medio un po' tipo "cartoncino test" per staccare.

In quelle condizioni - (insisto, pellicola brillante esposta in modo non avaro + luce cruda) il D23 salvava veramente la situazione; col D76 per quell'uso se quando stampavi portavi al giusto i toni sulle alte luci (infischiandotene del cielo che al limite caricavi un po' col PL), le ombre erano troppo aggressive, la transizione tonale più brusca oltre che con meno dettagli percepibili. Forse si pagava uno scotto in termini di nitidezza; ma alla fine quello che vedevi su un 20x30 e su un 28x40 andava bene. Non è che in stampa potevi abbassare troppo la gradazione della carta, non potevi consegnare il festival del grigietto solo per far vedere meglio le ombre... al massimo sviluppare in Normaton invece che Bromor, il cliente sul BN tipicamente gradiva un contrasto di primo impatto un pò più alto di quel che piaceva al fotografo. Per "pareggiare" la resa, sul 120 (il 180 per i dettagli) la Fp4 del tempo esposta a 80-100 sviluppata in Ornano Fino ST33, un dettaglio incredibile.

Non sarei tanto severo col D23 come @chromemax, solo che insomma, non è uno sviluppo per uso generale, non è che direi, a naso, "devo fare dei ritratti a una ragazza con tratti molto mediterranei e scuri e una carnagione non levigatissima, provo il D23 che compensa di più e si vedranno meno i pori della pelle", perché a quel punto ti ritrovi uno sviluppo... più moscio che compensatore.
E' un paracadute, non un parapendio. Per uso generale, direi che il D76 va più che bene; anche il Gradual ST20 usato bene è buono, ma il concentrato anche ben chiuso se non è pieno pieno si ossida PRESTISSIMO, tocca farsi le sotto-boccette, è adatto a un uso assai continuo.
Ultima modifica di Valerio Ricciardi il 15/05/2025, 10:17, modificato 1 volta in totale.
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Re: D-23 VS D-76

Messaggio da zone-seven »

Valerio Ricciardi ha scritto:
15/05/2025, 9:16
Ho letto con molto interesse quasi tutti i post. Lasciamo stare Anselmo: usava pellicole del tempo - che se anche quando con lo stesso nome commerciale oggi sono ALTRO; alcune delle cose che rilevava non possono essere sempre riportabili alle emulsioni attuali.

Ho ricordi non recenti. Ultimi anni '80: sul seisei avevo la 330: minima focale il 55, non sempre sufficiente per lavoretti di rilievi architettonici (documentazione anche di stati di avanzamento di costruzioni un po' importanti, firmate, tipo villone ed edifici di qualche pretesa). Spesso in piena estate, massima attività dei grandi cantieri. Servivano veri grandangoli, quindi per forza anche il 35 mm, da spremere quanto possibile = sempre cavalletto, alzo specchio, 24, e - con anello 42/K - il Rikenon 17/4. Siccome in estate se non c'è foschia da afa ed è limpido... come luce son guai, alla fine: Kodak Panatomic X (chissà se qualcuno se la ricorda, attorno al '90 già non si trovava quasi più) da 32 ISO nominali, che esponevo in modo non avaro, 25 se non 20 ASA - anche qualche volta 16, senza esagerare; sviluppo D23 diluito 1+1.

Impressioni:
1) la Panatomic X, era superiore alla Pan F in tutto, grana microcontrasto risolvenza, e aveva anche una scala tonale meno compressa (non estesa come l'Agfapan 25, eh?). La differenza si vedeva, non servivano foto di muri di mattoni fatte da nerd da rivista col Summicron.
2) Il D23 partendo da una pellicola molto brillante e nitida di suo + contrasto di luce alto era VERAMENTE molto compensatore, nel senso buono del termine, e alla fine in condizioni difficili davvero si riusciva a stampare ombre meno tappate - stando ovviamente attenti a non "bucare" le alte luci, ma solo sulle superfici che interessavano, il resto amen.

Andava ancora in voga, nelle realizzazioni di architetti di pretese, un modo di applicare l'intonaco esterno detto "Terranova", che veniva letteralmente spruzzato con un attrezzo strano a manovella sulla superficie da finire (@archirock lo ricorderà); la sua tessitura superficiale molto "rough" andava per forza resa, e siccome spesso altre campiture venivano rivestite a contrasto in lastre, o bollettonato molto geometrico, di travertino anche lì non potevi rendere un bianco piatto, si doveva intuire un minimo di trama della pietra. Il Terranova veniva poi spessissimo tinteggiato o tono (sul BN) grigio perla appena accennato, molto chiaro, o grigio medio un po' tipo "cartoncino test" per staccare.

In quelle condizioni - (insisto, pellicola brillante esposta in modo non avaro + luce cruda) il D23 salvava veramente la situazione; col D76 per quell'uso se quando stampavi portavi al giusto i toni sulle alte luci (infischiandotene del cielo che al limite caricavi un po' col PL), le ombre erano troppo aggressive, la transizione tonale più brusca oltre che con meno dettagli percepibili. Forse si pagava uno scotto in termini di nitidezza; ma alla fine quello che vedevi su un 20x30 e su un 28x40 andava bene. Non è che in stampa potevi abbassare troppo la gradazione della carta, non potevi consegnare il festival del grigietto solo per far vedere meglio le ombre... al massimo sviluppare in Normaton invece che Bromor, il cliente sul BN tipicamente gradiva un contrasto di primo impatto un pò più alto di quel che piaceva al fotografo. Per "pareggiare" la resa, sul 120 (il 180 per i dettagli) la Fp4 del tempo esposta a 80-100 sviluppata in Ornano Fino ST33, un dettaglio incredibile.

Non sarei tanto severo col D23 come @chromemax, solo che insomma, non è uno sviluppo per uso generale, non è che direi, a naso, "devo fare dei ritratti a una ragazza con tratti molto mediterranei e scuri e una carnagione non levigatissima, provo il D23 che compensa di più e si vedranno meno i pori della pelle", perché a quel punto ti ritrovi uno sviluppo... più moscio che compensatore.
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La panatomic era una pellicola "avio" niente a che confrontarla con PanF e/o Agfa 25, e, (quale Panatomic ? erano uguali ma diverse) era estesa a 700, più altre varie cose e per forza la dovevano trattare in D23 diluito 1+1000 per mezzo minuto
-La mia migliore fotografia ... la farò domani [16/7/2025]

-“It’s always 12 minutes." [05/5/2025]

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Re: D-23 VS D-76

Messaggio da pn83 »

Buongiorno a tutti!
Intervengo dopo molto tempo su questo thread, facendo innanzitutto delle scuse perché non ho più postato i risultati.
Non è stato per pigrizia o dimenticanza, ma perché mi sono reso rapidamente conto che, all'epoca in cui avevo fatto quel test, non ero ancora in grado di farlo. Giusto per capirci, solo pochissimi mesi fa ho capito a fondo, in modo intuitivo insomma, il sistema zonale, il significato del gamma, ecc, mettendomi poi nella condizioni di poter condurre con successo e con un rigore minimo un test completo della catena, cosa su cui mi sono cimentato per tutto l'inverno. Che cosa c'entra? Beh, secondo me prima di voler fare test avanzati, bisogna aver imparato a fare quelli di base, bisogna comprendere gli errori e perché a volte le cose non tornano. Quindi, mea culpa, perché mi sono fatto prendere all'epoca da un entusiasmo eccessivo.
Le stampe che avevo fatto per il confronto forse le ho ancora, ma in sostanza avevo notato uno sfruttamento della sensibilità un pelo più scarso da parte del D23, per cui poi non l'ho più usato e sono tornato al D76, fatto in casa, che uso con molta soddisfazione.
Oggi il confronto tra D23 e D76 lo vorrei vedere fatto tracciando due famiglia di curve, non attraverso la stampa di un fotogramma. O comunque vorrei prima vedere le curve e poi fare il test. L'idea di vedere "come viene la stessa foto coi due sviluppi diversi" usandoli nelle stesse modalità, sottende a mio avviso un errore metodologico, a meno di non volersi togliere una semplice curiosità. Piuttosto, andrebbero provati nelle modalità per le quali abbia senso un paragone e qui molto possono dire le due famiglie di curve. Meglio ancora, sarebbe utile provarli in situazioni in cui si ipotizza che uno dei due sviluppi possa essere più adatto. Purtroppo, ho due ostacoli che mi impediscono di fare quello che vorrei:
1) Non ho gli strumenti per tracciare le curve, che comunque sono utili per predire il comportamento dei materiali anche nelle condizioni in cui non sono stati effettivamente provati (interpolazione)
2) Non ho molto tempo, quello che ho cerco di dedicarlo alle foto (a parte quest'inverno in cui mi sono cimentato)

Del resto ho "letto in giro" (con tutti i limiti dell'approccio) che il D23 è semplicemente meno attivo del D76, e quindi è sbagliato usare gli stessi tempi come da altre parti viene detto; ho letto che andrebbe corretto il tempo aggiungendo un 10% rispetto al caso del D76. Ma a questo punto capite che stiamo parlando di supposizioni fatte su pareri letti in giro su internet, quindi niente che possa aprire la strada a test capaci di produrre conclusioni.

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Re: D-23 VS D-76

Messaggio da zone-seven »

pn83 ha scritto:
16/05/2025, 9:36
Buongiorno a tutti!
Intervengo dopo molto tempo su questo thread, ..... non ho più postato i risultati.
.....
mi sono fatto prendere all'epoca da un entusiasmo eccessivo.

Oggi il confronto tra D23 e D76 lo vorrei vedere fatto tracciando due famiglia di curve, non attraverso la stampa di un fotogramma. O comunque vorrei prima vedere le curve e poi fare il test. L'idea di vedere "come viene la stessa foto coi due sviluppi diversi" usandoli nelle stesse modalità, sottende a mio avviso un errore metodologico,
..............................
1) Non ho gli strumenti per tracciare le curve, che comunque sono utili per predire il comportamento dei materiali anche nelle condizioni in cui non sono stati effettivamente provati (interpolazione)
2) Non ho molto tempo, quello che ho cerco di dedicarlo alle foto (a parte quest'inverno in cui mi sono cimentato)
........................................
Ma a questo punto capite che stiamo parlando di supposizioni fatte su pareri letti in giro su internet, quindi niente che possa aprire la strada a test capaci di produrre conclusioni.
La soluzione è fare il regolo zonale
Che è ancora meglio, per certi versi, della famiglia di curve.
Nel tuo caso ne servono 2, D23 e D76

L'entusiasmo è cosa buona ...
I pareri su internet a volte possono anche dare indicazioni, di massima, ma tocca poi capire chi scrive cosa intende; un po come quando si usano i termini trasparenza o tridimensionalità quando si descrivono gli obbiettivi che potrebbe anche essere veritiere ma vanno considerate nell'intero sistema, pellicola obbiettivo sviluppo ingranditore ed obbiettivo usato per ingrandimento ....
il regolo zonale, risolve, non tutto, ma parecchio.
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