Vivian Maier - 10 anni

Discussioni sull'etica e sulla filosofia applicata alla fotografia

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DavideCaniatti96
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Re: Vivian Maier - 10 anni

Messaggio da DavideCaniatti96 »

Secondo me l'intero discorso è interessante e ozioso allo stesso tempo (forse vi è pure un rapporto di causa/effetto). Provo a riassumere qualche punto puramente personale.
  • La questione se sia esistita come persona fisica è particolarmente interessante perchè siamo di fronte a una donna. Molto spesso nella storia dietro l'anonimo si è celata una donna, diceva la Woolf in Una stanza tutta per sè e penso che questa frase si applichi molto bene al fenomeno Maier, suggerendoci che forse non penseremmo lo stesso di un autore uomo.
  • La proprietà delle stampe è poi un business che si è nutrita del suo personaggio, verissimo. Potremmo dire lo stesso di qualsiasi autore -penso pittorico- del Novecento. Picasso o Dalì, per citarne solo alcuni, devono molta della loro popolarità alle loro vite e se vogliamo tutta l'arte contemporanea si basa sull'abbattimento della linea di confine tra arte e vita, dall'Arte Totale teorizzata dal Bauhaus a molto più prosaicamente Jeff Koons e Cicciolina con la spassosissima serie Made in Heaven
  • L'ultimo punto, quello dell'autorialità come catalogo, è forse quello che si presta più a dibattiti. Capisco le posizioni espresse da persone molto più competenti di me, ma mi permetto di dissentire. La produzione bulimica della Maier è la sua cifra più contemporanea: il suo fotografare tutto (perfino i cestini della spazzatura) mostra, per me, un progetto se lo vogliamo così definire molto forte: cogliere tutto quello che è intorno a noi. Ovviamente noi non guardiamo TUTTE le sue foto perchè è stata operata una selezione, ma questa selezione è stata operata non dal suo curatore -nel senso di qualcuno che l'ha conosciuta e ci ha collaborato- ma da qualcuno come noi, spettatori, che ha effettuato una cernita visiva.
Questa selezione davanti all'abbondanza (o sovrabbondanza) di immagini è in fondo oggi la cifra della visione. Capisco che si possa provare a creare un "collo di bottiglia" artificiale o artificioso, ma questo è, a mio parere, destinato a fallire nel nostro tempo. Di fronte a questo rumore bianco di immagini non sono più le gallerie e nemmeno le letture portfolio a far emergere "la visione" semplicemente perchè questa è una categoria che oggi probabilmente (sempre secondo me) ha poco senso di esistere. Tutto perduto? Non credo, io ci vedo maggiori potenzialità espressive e un ruolo maggiore dello spettatore nel scegliere dove rivolgere lo sguardo! :)



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luix
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Re: Vivian Maier - 10 anni

Messaggio da luix »

Su questo articolo https://smargiassi-michele.blogautore.r ... loof-mito/ si dice che le foto che ha stampato la Maier non sono mai state esposte e sarebbero di diverso stile rispetto a quelle che vengono "passate" nelle mostre.

Magari la verità sta nel mezzo, cioè la donna è esistita per davvero ma ha passato più tempo a fotografare che a stampare, una volta scoperti i rulli che magari non sono decine di migliaia (per creare suspance) ma solo una decina, ci hanno ricamato sopra un personaggio.

A questo punto perchè non facciamo un esperimento noi del forum? creiamo un personaggio e proviamo a fare la stessa cosa fatta con Vivian ma con un livello in più, un personaggio totalmente inventato :) ... io la valigia di pelle dove ripongo le stampe ce l'ho :)

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luix
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Re: Vivian Maier - 10 anni

Messaggio da luix »

DavideCaniatti96 ha scritto:
19/11/2020, 16:11
  • L'ultimo punto, quello dell'autorialità come catalogo, è forse quello che si presta più a dibattiti. Capisco le posizioni espresse da persone molto più competenti di me, ma mi permetto di dissentire. La produzione bulimica della Maier è la sua cifra più contemporanea: il suo fotografare tutto (perfino i cestini della spazzatura) mostra, per me, un progetto se lo vogliamo così definire molto forte: cogliere tutto quello che è intorno a noi. Ovviamente noi non guardiamo TUTTE le sue foto perchè è stata operata una selezione, ma questa selezione è stata operata non dal suo curatore -nel senso di qualcuno che l'ha conosciuta e ci ha collaborato- ma da qualcuno come noi, spettatori, che ha effettuato una cernita visiva.
Questa selezione davanti all'abbondanza (o sovrabbondanza) di immagini è in fondo oggi la cifra della visione. Capisco che si possa provare a creare un "collo di bottiglia" artificiale o artificioso, ma questo è, a mio parere, destinato a fallire nel nostro tempo. Di fronte a questo rumore bianco di immagini non sono più le gallerie e nemmeno le letture portfolio a far emergere "la visione" semplicemente perchè questa è una categoria che oggi probabilmente (sempre secondo me) ha poco senso di esistere. Tutto perduto? Non credo, io ci vedo maggiori potenzialità espressive e un ruolo maggiore dello spettatore nel scegliere dove rivolgere lo sguardo! :)
La tua opinione è molto interessante!
Invece io avevo interpretato il fatto di fotografare qualsiasi cosa come quando io esco a fare foto a casaccio su tutto quello che attira la mia attenzione, senza un progetto vero e proprio, per questo l'avevo sottostimata (e se nessuno si offende la sottostimo ancora).
Avevo dunque pensato che l'inconsapevole fotografa è esistita, ma la sua fortuna (o di colui che l'ha scoperta) è stata l'aver fatto migliaia di scatti negli anni '60-'70, un'epoca che nono sono l'unico ad osare di definirla magica, in parte proprio perchè non c'erano miliardi di foto e neanche la rete per vederle.

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DavideCaniatti96
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Re: Vivian Maier - 10 anni

Messaggio da DavideCaniatti96 »

luix ha scritto:
19/11/2020, 16:30
Avevo dunque pensato che l'inconsapevole fotografa è esistita, ma la sua fortuna (o di colui che l'ha scoperta) è stata l'aver fatto migliaia di scatti negli anni '60-'70, un'epoca che nono sono l'unico ad osare di definirla magica, in parte proprio perchè non c'erano miliardi di foto e neanche la rete per vederle.
Credo che il punto interessante sia proprio questo, il fatto che questi scatti siano rimasti congelati così a lungo senza che nessuno li vedesse ha fatto sì che ci paiano nuovi. Quando li vediamo allo stesso tempo abbiamo la novità dello scatto e il ricordo delle cose passate. Sono, veri o falsi che siano, una vera e propria capsula del tempo. Ci parlano di cose vecchie in un modo nuovo, perchè non sono (o erano) inflazionati come tutte le immagini che chiamiamo immaginario.

Quanto alla non autorialità, mi pare di capire il punto, ma penso che non sia importante nella misura in cui siamo noi a selezionare. Pensare l'opera d'arte come qualcosa di unico è un retaggio moderno: pensiamo ai grandi artisti del Rinascimento. Essi dirigevano botteghe molto più simili a vere e proprie fabbriche che a produzioni uniche e artistiche come le immaginiamo loro. I loro lavori che ci sono arrivati fino a noi non sono stati selezionati da loro, ma sono il frutto della cernita che qualcuno altro ha fatto lungo la strada, sia che si trattasse di semplici committenti, collezionisti o del caso.

Personalmente, si sarà capito, apprezzo moltissimo la Maier in quanto finalmente ci permette di avere uno sguardo nuovo sulle cose passate e ci fa autori: siamo noi che selezioniamo le sue opere andando a ricreare di volta in volta quello che ci immaginiamo di quegli anni, cambiando e consolidando il nostro immaginario di quell'epoca. Se questo non è il lavoro di un grande artista, di chi è?

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