lavoro di bottega

Discussioni su pellicole, carta e chimica per la fotografia in bianco e nero

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Messaggioda nectoaster » 07/10/2011, 22:01

Ciao a tutti,
vi scrivo per fare un piccolo sondaggio in una comunità analogica come questa, dove più o meno tutti sanno arrangiarsi in casa con sviluppi e stampe bianco e nero in quanto penso potrò avere delle risposte verosimili.

Qui a Padova che conta 214.000 abitanti (936.000 contando anche la provincia) ormai è rimasto solo un laboratorio dove poter far sviluppare con la tank i propri rullini b&w e far stampare le proprie foto in maniera artigianale con le care vecchie bacinelle e i chimici.
E' uno soltanto, ma se non sei bravo in c.o., se hai paura di rovinare un rullino, se non hai voglia/spazio/tempo per farti le cose da te, o semplicemente vuoi essere sicuro di avere uno sviluppo o una stampa di qualità per qualche mostra rivolgersi a questo laboratorio è l'unica possibilità per avere in mano dei lavori professionali e non sviluppati/stampati nella "broda" di cui si servono i laboratori dove conta la quantità più che la qualità.

Qual'è la situazione nelle vostre parti?

Stavo facendo delle considerazioni su quale potrebbe essere il futuro di questo laboratorio e chiedo a voi:

Vi affidereste ad un laboratorio "artigianale" nella vostra città per sviluppo e stampa b&n?
Vi affidereste anche ad un laboratorio lontano spedendo i rulli da sviluppare, o i negativi da stampare?

Quanto sareste disposti (onestamente) a spendere per sviluppi e stampe fatti a mano da un professionista? (fate voi gli esempi)

Grazie a tutti in anticipo!
E.
Ultima modifica di nectoaster il 08/10/2011, 15:25, modificato 1 volta in totale.


...e che si domandino cos'avranno da fotografare quando non potranno più costruire circuiti integrati, perché a noi continuerà a bastare la luce...

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Re: lavoro di bottega

Messaggioda nectoaster » 07/10/2011, 22:04

p.s. non è un post pubblicitario quindi non dirò a nessuno qual'è il laboratorio di cui parlo a meno che i moderatori non scelgano il contrario.


...e che si domandino cos'avranno da fotografare quando non potranno più costruire circuiti integrati, perché a noi continuerà a bastare la luce...

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Re: lavoro di bottega

Messaggioda guarrellam » 07/10/2011, 22:16

nectoaster ha scritto:Ciao a tutti,

Stavo facendo delle considerazioni su quale potrebbe essere il futuro di questo laboratorio e chiedo a voi:

E.



A che proposito?


Non mi interessano i paesaggi di bellezza disinfettata, tipo Ansel Adams.

Don McCullin



Ho una reflex digitale da 4000 euro,
che può scattare fino 128.000 ISO,
e mi piace aggiungere la grana
in post,come per la pellicola.........

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Messaggioda etrusco » 07/10/2011, 22:31

Ciao,
Premessa: Meglio non far nomi.

Per quanto riguarda la situazione della tua città sei fortunato... Da me più nessuno fa sviluppo e stampa artigianale...

Chissà, potrebbe essere una 'nuova' professione, in controtendenza ma sicuramente eccitante ... Io per esempio lo farei al volo se solo avessi il coraggio di mollare tutto e rimettermi in discussione...

Per ora mi accontento della mia co amatoriale e coltivo la passione per puro amore della fotografia tradizionale, questo forum ne è testimonianza.






Etrusco.

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ImmaginePssss, Hei! ... Ti sei ricordato di registrare la tua camera oscura su darkroom locator?

Alessandro "etrusco" De Marchi - @trovarigenerati - @trovareflex - @trovaregalodonna

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Re: lavoro di bottega

Messaggioda Silverprint » 07/10/2011, 22:49

Difficile, argomento difficile e spinoso.

Il laboratorio "fine art" in bianco e nero è stata la mia professione full time per qualche anno e fino al 2002. Poi con la prima ondata digitale, che tolse i provini a contatto e le stampe di lavoro, a prezzi romani (ovvero bassi) non era più possibile lavorare, né i clienti disponibili a sopportare (avendo anche loro budget limitati) crescite sostanziose dei prezzi. Per come era organizzato il laboratorio (molti fotogiornalisti) i provini a contatto e le stampe di lavoro erano la principale fonte di reddito, mentre le stampe fatte bene che finivano su libri, riviste e mostre erano al limite stampate perdendoci. Insomma un bel "cul de sac".
Un po' meglio la situazione a Milano dove il grosso del lavoro proveniva dalla moda e dalla pubblicità , poiché oltre a lavorare con budget di solito più alti, i laboratori facevano meno conto sul lavoro di routine (meno rulli, contatti e stampine) e già allora riuscivano a spuntare per le stampe fatte per bene prezzi più adeguati.

Altro difficile discorso è quello sulla qualità. In Italia la cultura fotografica era ed è ancora piuttosto bassa e molto di nicchia. Ricordiamoci che nella maggior parte dei paesi da molti anni vi sono corsi universitari, mentre in Italia con l'università si comincia ora e la formazione è ancora sostanzialmente affidata all'iniziativa privata. Formazione privata che è, purtroppo, spesso (con le dovute, ma poche, eccezioni) assai carente. Per farla breve anche la qualità dei professionisti italiani (sempre con le dovute eccezioni, che sono molte) era ed è mediamente bassa. In questo ambito culturale il lavoro del laboratorio è stato quasi sempre un lavoro "basso", fatto principalmente da tecnici privi di cultura in grado di far funzionare le "macchine", ma non certo di interpretare una immagine. In questo contesto le poche persone in grado di fare il lavoro di laboratorio con cultura, sensibilità e tecnica adeguata erano e sono pochissime, e purtroppo anche scarsamente apprezzate... e pagate.

In soldoni una stampa da mostra di alta qualità richiede qualche ora di lavoro a un operatore espertissimo, qualche minuto a una macchina o a chi usa la ricetta pizza e fichi*, e i problemi sono due: chi sa distinguere la qualità della stampa fatta dall'operatore serio? Chi si può permettere di pagare qualche ora a un professionista colto, sensibile e attrezzato?

* A Roma si dice che pizza e fichi è sempre buona, e che farla costa poco...
Ricetta fotografica pizza e fichi (utilizzata da molti laboratori, alcuni con vanto, sob! ): negativi sovra-sviluppati (molto), stampa su carta di contrasto medio alto, sovraesposizione (esposizione per le luci), sviluppo quanto basta a non far troppo nero. Il risultato è la compressione della gamma tonale agli estremi, funziona sempre e una volta presaci la mano ci vuole un attimo...


Andrea Calabresi, a.k.a. Silverprint
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Re: lavoro di bottega

Messaggioda rgart1983 » 07/10/2011, 22:54

imho prima che diventi un lavoro remunerativo deve passare troppa acqua sotto i ponti...

qui a bologna ci saranno 1-2 laboratori dove ci si rivolge per stampe "serie"


Sarebbe un buon secondo lavoro sicuramente...



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Re: lavoro di bottega

Messaggioda stormy » 08/10/2011, 0:11

nectoaster ha scritto:Qui a Padova che conta 14.000 abitanti (936.000 contando anche la provincia)

Non vorrei passare per pignolo, ma credo che siano 214.000 gli abitanti di Padova...


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Re: lavoro di bottega

Messaggioda isos1977 » 08/10/2011, 14:27

devo dire che vivere a Milano, che ha moooolti difetti, in questo aiuta...

hai l'opportunità di parlare con persone del calibro di Gianni Berengo Gardin e chiedergli qualche consiglio su un buon laboratorio e sentirti rispondere "dove vado io sono un po' oberati, ma conosco un altro posto... solo che non mi ricordo il nome... chiamami a casa domani sera e te lo dico" :) :)

in generale, ci sono diversi studi... si contano sulle punte delle dita.. ma comunque la scelta c'è... certo non sono a buon mercato, ma direi che non sono artigiani, ma artisti tanto quanto il fotografo che ha scattato la foto.... e devo dire che io un po' mi vergogno a portare in certi posti le mie foto. Per fortuna quello più vicino a casa mia, oltre ad avere un'esperienza ventennale, è uno molto alla mano, io non mi do arie da fotografo fuoriclasse e lui è molto gentile a dare consigli, suggerimenti e... dirmi serenamente se ci sono errori in una foto.

:-h


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Re: lavoro di bottega

Messaggioda nectoaster » 08/10/2011, 15:33

etrusco ha scritto:Ciao,
Per quanto riguarda la situazione della tua città sei fortunato... Da me più nessuno fa sviluppo e stampa artigianale...

E saresti disposto ad affidarti ad un laboratorio in caso di necessità?

etrusco ha scritto:Chissà, potrebbe essere una 'nuova' professione, in controtendenza ma sicuramente eccitante ... Io per esempio lo farei al volo se solo avessi il coraggio di mollare tutto e rimettermi in discussione...

vero, se solo non ci fossero così pochi soldi in giro...

Silverprint ha scritto:Il laboratorio "fine art" in bianco e nero è stata la mia professione full time per qualche anno e fino al 2002.
[cut]

grazie per la condivisione, temo che tuttora non sia cambiato proprio nulla.

Silverprint ha scritto:Altro difficile discorso è quello sulla qualità.

tristemente vero, si fa più cultura fotografica in rete che nei luoghi di "vera" cultura.

rgart1983 ha scritto:imho prima che diventi un lavoro remunerativo deve passare troppa acqua sotto i ponti...
qui a bologna ci saranno 1-2 laboratori dove ci si rivolge per stampe "serie"
Sarebbe un buon secondo lavoro sicuramente...

lavorano bene (sia qualitativamente che come "numeri")?

stormy ha scritto:
nectoaster ha scritto:Qui a Padova che conta 14.000 abitanti (936.000 contando anche la provincia)

Non vorrei passare per pignolo, ma credo che siano 214.000 gli abitanti di Padova...

Grazie, corretto il typo!

isos1977 ha scritto:devo dire che vivere a Milano, che ha moooolti difetti, in questo aiuta...

hai l'opportunità di parlare con persone del calibro di Gianni Berengo Gardin e chiedergli qualche consiglio su un buon laboratorio e sentirti rispondere "dove vado io sono un po' oberati, ma conosco un altro posto... solo che non mi ricordo il nome... chiamami a casa domani sera e te lo dico" :) :)

in generale, ci sono diversi studi... si contano sulle punte delle dita.. ma comunque la scelta c'è... certo non sono a buon mercato, ma direi che non sono artigiani, ma artisti tanto quanto il fotografo che ha scattato la foto.... e devo dire che io un po' mi vergogno a portare in certi posti le mie foto. Per fortuna quello più vicino a casa mia, oltre ad avere un'esperienza ventennale, è uno molto alla mano, io non mi do arie da fotografo fuoriclasse e lui è molto gentile a dare consigli, suggerimenti e... dirmi serenamente se ci sono errori in una foto.

:-h

eh ma milano purtroppo è una realtà talmente grande che è difficile prenderla come campione d'esame, li storicamente siete sempre più avanti in tutto grazie alla mentalità meno provinciale della popolazione che giornalmente la popola :-!


...e che si domandino cos'avranno da fotografare quando non potranno più costruire circuiti integrati, perché a noi continuerà a bastare la luce...

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Re: lavoro di bottega

Messaggioda gongolo » 08/10/2011, 18:37

fino a metà degli anni 90, abitavo a Roma, e forse sara stato per il fatto di occuparmi da sempre di foto, conoscevo una infinità di laboratori dove portare a stampare, sia da laboratori professionali, sia da stampatori artigianali. Logico che con il digitale, anche in questo settore tutto è cambiato, moltissimi quelli che hanno chiuso, molti si sono riciclati molti si sono persi, e pochissimi sono rimasti in trincea, per combattere una battaglia non persa, ma difficilissima. E' ovvio che chi è rimasto ha dovuto puntare tutto sulla qualità, e sopratutto sulla capacita' di ascoltare chi ha eseguito uno scatto, sapere cioè con il suo lavoro avvicinarsi alla filosofia di chi fotografa. Per questo motivo non manderei i miei scatti ad un laboratorio lontano, dove non potrei controllarmi i provini, decidere il taglio, ecc. Il contatto con lo stampatore per me deve essere visivo, se qualcuno non pensasse male, direi quasi fisico. Per lo sviluppo invece preferisco farlo da solo, non perdendomi quasi mai in esperimenti, ma affidandomi a chimici conosciuti e testati e che danno una buona affidabilità . Attualmente, da qualche anno vivo in provincia di Pisa, e qui purtroppo mi manca tutto, tant'è che da circa un anno ho ripreso a stampare in casa con risultati altalenanti, anche perchè non avere la possibilità se non attraverrso internet di aquistare materiali è scocciante. Per correttezza,casomai ce ne fossero, devo dire che laboratori artigianali non ner ho cercati, anche perchè gli scatti fin'ora fatti non giustificano uno studio particolare. :D





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