tecnica del BN infrarosso...
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Re: tecnica del BN infrarosso...
Qui vi sono due copie di documenti originali della casa.
Si può chiaramente leggere che la compensazione della distanza di messa a fuoco non è richiesta. I millimicron oggi si chiamano nanometri.
Si può chiaramente leggere che la compensazione della distanza di messa a fuoco non è richiesta. I millimicron oggi si chiamano nanometri.
- Valerio Ricciardi
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Re: tecnica del BN infrarosso...
@-Sandro- , vuoi la sintesi?-Sandro- ha scritto: ↑14/04/2025, 15:07Ah, dimenticavo, una qualsiasi lamina pianparallela montata davanti ad un gruppo ottico ne altera la collimazione, seppur di poco, quindi si perde nitidezza. La cosa è facilmente osservabile e misurabile con un collimatore centesimale. Ma attenzione lo slittamento del fuoco è uniforme, quindi non c'è nessun effetto diottrico.
Bene.
La tua perplessità forse nasce dal fatto che tu consideri diottro solo una lente o un prisma, e non consideri diottro una lamina pianparallela perfettamente realizzata e normale all'asse ottico. Fatto è che ogni volta che passi da un mezzo trasparente ad un altro con R.I. differente, anche di poco, hai un diottro. Una lente o un prisma son solo sottocasi del diottro "generico". Per cui avendo ogni transizione fra due mezzi un effetto, detto effetto è funzione di superficie, ossia forma, spessore e differenza fra i R.I.
L'aria fra le lenti, è un diottro, perché l'aria ha un suo R.I., il vuoto ha R.I. convenzionalmente 1 (si intuisce perché... così quando fai il rapporto... che so, 1,09/1 = 1,09). Spesso negli esperimenti didattici si assume 1 per l'aria, ma è una semplificazione. Se prendi un 40 Hassy, lo porti in una camera a vuoto, lo smonti e riassembli rendendolo perfettamente stagno e poi lo monti sulla macchina, non funziona più esattamente come prima perché è cambiato il mezzo fra le lenti.
Io ho scritto in modo forse troppo articolato e narrato [su questo ti do' ragione, però a me sembra che sia stata uno scambio tranquillo, stimolante e non conflittuale cui hanno partecipato in tanti, o no? Mo' che fai, un vodoo a Gianluka?] che era a mio avviso fattibile, e non difficile da immaginare vista la mentalità, che i progettisti Rollei si fossero posti il problema che non non si potesse fare prima il fuoco nel reflex e poi spostare sotto il filtro. E allora hanno scelto anche spessore e vetro per compensare l'effetto di slittamento di fuoco. Brillante! Tutto qui.
Quei concetti di base mi son riaffiorati non perché so' figo (meno fighi di me, qui, non ne troverai) o ho letto nel tempo roba in giro, ma perché a suo tempo ho dovuto raccontarle a qualcuno che certificasse che le avevo studiate almeno a sufficienza rispetto allo standard richiesto.
Ti confermo la mia stima e apprezzamento per ciò che fai e per la grande serietà che con ogni evidenza ci metti
Valerio
"Nel visco, in cui s'avvenne / quell'augellin talora, / lascia le penne ancora, / ma torna in libertà:
poi le perdute penne / in pochi dì rinnova, / cauto divien per prova / né più tradir si fa". Pietro Metastasio (da La Libertà)
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- Valerio Ricciardi
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Re: tecnica del BN infrarosso...
Ma certo !!!
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Re: tecnica del BN infrarosso...
ahh quindi esiste una conferma ufficiale di Rollei. a me basta ;) no che non mi fidassi del tuo test eh, anzi è bello avere una conferma sperimentale!
per chi fosse interessato usando questo filtro e la rollei infrared ho misurato una sensibilità effettiva della pellicola di... 6 iso.
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Re: tecnica del BN infrarosso...
Addirittura da 400 a 6 iso.. 
Re: tecnica del BN infrarosso...
eh, conta che la sensibilità reale sarà piu attorno ai 200, aggiungi che il filtro IR è talmente opaco che non ci si vede attraverso...
ho dimenticato do scrivere che il test è fatto con ID11 stock
- Valerio Ricciardi
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Re: tecnica del BN infrarosso...
Infatti i 6 ISO son dovuti al fatto che gli infrarossi non li vediamo ma passano... se usi una pellicola per visibile haivoglia a esporre per vedere qualcosa, altro che 6 ISO
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Re: tecnica del BN infrarosso...
D'accordissimo. E lo so anche io. Ho preso il diploma di geometra nel 1979 e le lamine pianparallele si usavano su tacheometri e teodoliti per traslare l'asse ottico dello strumento in modo da azzerare il crocefilo sulla lettura più comoda della stadia. E in quel tempo i calcoli si facevano con le tavole logaritmiche, le calcolatrici erano proibite.Valerio Ricciardi ha scritto: ↑15/04/2025, 9:51@-Sandro- , vuoi la sintesi?
Bene.
La tua perplessità forse nasce dal fatto che tu consideri diottro solo una lente o un prisma, e non consideri diottro una lamina pianparallela perfettamente realizzata e normale all'asse ottico. Fatto è che ogni volta che passi da un mezzo trasparente ad un altro con R.I. differente, anche di poco, hai un diottro. Una lente o un prisma son solo sottocasi del diottro "generico". Per cui avendo ogni transizione fra due mezzi un effetto, detto effetto è funzione di superficie, ossia forma, spessore e differenza fra i R.I.
Questo però non spiega la questione di fondo!
Supponiamo per ipotesi che il filtro IR, pur essendo una lamina pianparallela si comporti come un diottro che corregge l'errore di messa a fuoco.
Perché funziona solo sulla rolleiflex e non su tutte le altre fotocamere del mondo dove devi usare il contrassegno rosso? Eppure tutti i filtri sono lamine pianparallele, quindi funzionano sullo stesso principio! ( e lo spessore del filtro rollei non è diverso da tutti gli altri)
Ultima modifica di -Sandro- il 15/04/2025, 18:42, modificato 1 volta in totale.
Re: tecnica del BN infrarosso...
Si, da 6 a 12, verificato sperimentalmente anche da me. E poi i 400 nominali te li scordi, sono 200 scarsi (in pancromatica).
- Valerio Ricciardi
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Re: tecnica del BN infrarosso...
Osservazione arguta. A parte il fatto che io non so (ho misurato dei filtri OMAG - di pretese - degli anni '60 in cui non serve smontare con l'aprighiere e sono da 1,6 mm giusti, calibro da 0,05 serio che ti dice a che temperatura devi prenderlo per buono) quanto è spesso il vetro di 'sto filtro, restano due possibilità-Sandro- ha scritto: ↑15/04/2025, 18:38D'accordissimo. (...) Questo però non spiega la questione di fondo!
Supponiamo per ipotesi che il filtro IR, pur essendo una lamina pianparallela si comporti come un diottro che corregge l'errore di messa a fuoco.
Perché funziona solo sulla Rolleiflex e non su tutte le altre fotocamere del mondo dove devi usare il contrassegno rosso? Eppure tutti i filtri sono lamine pianparallele, quindi funzionano sullo stesso principio! (e lo spessore del filtro rollei non è diverso da tutti gli altri)
1) o sembra pianparallelo ma è una debolissima lente... per riportare più vicino il fuoco che altrimenti a infinito va oltre l'emulsione dovrebbe essere positiva, giusto? Ma penso che te ne saresti ben accorto guardando l'immagine riflessa su almeno una delle due superfici
2) o hanno scelto un vetro (la Schott era loro...) con un indice di rifrazione acconcio, diverso da quello comunemente usato, in modo che lo slittamento del fuoco invece di essere "circa un terzo dello spessore del filtro" fosse quello giusto.
Controprova? ...mettere davanti a una Rolleiflex un filtro IR di terze parti (a trovarlo) e vedere che succede.
[ PS/ OT/ che sogno i teodoliti al secondo Zeiss e Wild per misure geodetiche... un mondo finito. ]
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